Introduzione
Il filo rosso delle prime pagine economiche oggi intreccia tre dossier: la bocciatura dei dazi globali di Trump e il tentativo di rilancio con una nuova tariffa del 10%, il segnale di rallentamento della crescita Usa, e le mosse di governance e risultati nel settore finanziario. Il Sole 24 Ore, il principale quotidiano economico italiano, dedica l’apertura a dazi, Pil e reazioni di mercato; The Wall Street Journal insiste sul verdetto della Corte Suprema e sugli snodi politici-economici; Cinco Días sottolinea l’impatto su Borse e gettito. Il sentiment complessivo appare costruttivo sui listini (rialzi a Milano e a Wall Street), ma prudente su bond e inflazione, con un’attenzione diffusa alla trasmissione di queste variabili su imprese e lavoro.
Dazi e mercati: il contraccolpo legale e l’effetto Borsa
Il Sole 24 Ore apre con “La Corte Suprema boccia i dazi, il Pil frena” e rilancia il fronte commerciale: “Trump: nuova tariffa a +10% per tutti”. La testata dettaglia i possibili rimborsi agli importatori (fino a 175 miliardi di dollari) e la reazione degli asset: Borse in miglioramento, Treasury in calo contenuto. The Wall Street Journal titola “Court Rejects Trump’s Tariffs” e affianca due tasselli macro-finanziari: crescita Usa al 1,4% nell’ultimo trimestre 2025, segnali d’inflazione in risalita, con listini in progresso dopo il verdetto. Cinco Días, a sua volta, conduce con la stessa notizia, collegandola a un rimbalzo moderato di Wall Street e alla migliore settimana dell’Ibex in tre mesi.
L’impostazione dei quotidiani suggerisce priorità diverse: Il Sole 24 Ore adotta una lente tecnico-finanziaria (rimborsi, spread, movimenti dei listini) e costituzionale, con un’analisi su “Trumpnomics” e limiti legali; The Wall Street Journal privilegia l’angolo istituzionale e i vincoli di calendario politico che possono prolungare l’incertezza tariffaria; Cinco Días enfatizza la trasmissione europea via mercati e gettito. Sul piano di policy, l’insistenza di Il Sole 24 Ore sul possibile “conto” per gli importatori e sulle reazioni degli indici italiani (FTSE MIB in rialzo) segnala un pragmatismo da investitori; lo stesso WSJ incornicia la mossa sostitutiva della Casa Bianca come «le misure rimangono» in altra forma, quindi non un vero risk-off, ma un rischio di volatilità prolungata.
Banche e assicurazioni: governance, indagini e dividendi
Il Sole 24 Ore mette in pagina due capitoli centrali per il risparmio italiano: “Mps accelera sulla lista per il nuovo board”, con una rosa di profili al vaglio del cda, e “Unipol, utili a 1,5 miliardi… 804 milioni di dividendi”, con l’indicazione del gruppo di essere “sopra i target”. Cinco Días segnala sul fronte spagnolo che “La Audiencia avala juzgar a Francisco González y al BBVA por Villarejo”, riaprendo i riflettori su governance e controlli interni in una delle principali banche iberiche. The Wall Street Journal, pur concentrato su tariffe e macro, riporta l’intonazione positiva dei listini finanziari Usa a valle del verdetto, offrendo il contesto per il sentiment settoriale.
L’accostamento mette in luce scelte editoriali distinte: Il Sole 24 Ore presidia la traiettoria di ristrutturazione del credito italiano (Mps) e la solidità distributiva nel ramo assicurativo (Unipol), riflettendo l’attenzione domestica a governance ed equilibrio tra crescita e remunerazione. Cinco Días, riportando l’iter giudiziario su BBVA, segnala che la partita della reputazione e dei controlli resta centrale per il costo del capitale nel banking. The Wall Street Journal, più macro-driven, fa da barometro di rischio: l’orientamento pro-Borsa dopo lo stop ai dazi attenua lo spread di settore, ma non elimina i nodi regolatori e reputazionali che i quotidiani europei tengono in primo piano.
Lavoro, PNRR e resilienza industriale
Sul fronte domestico, Il Sole 24 Ore dedica spazio al lavoro incentivato: tra gennaio e settembre 2025 le assunzioni under 35 incentivate sono state 105.855 (+41,8% sull’anno), con crescita anche dei nuovi contratti alle donne (+3,7% a 68.234). In parallelo, il giornale mette in evidenza il turn over nella Pa (fino a un milione di uscite da rimpiazzare in sei anni) e il nuovo capitolo del decreto PNRR sulla giustizia civile: 200 giudici in pensione remunerati “a cottimo” (200 euro a sentenza, fino a 100) per tagliare i tempi. Il quadro di resilienza si completa con il fondo di solidarietà congiunto Confindustria-sindacati post-calamità e con richiami settoriali: ZES al Nord, l’elettrico che punta alle città (Motori 24) e gli investimenti high tech in agricoltura (Food 24).
Cinco Días offre un controcanto di domanda reale e trasformazione industriale: acquisti di casa in Spagna ai massimi dal 2007 e investitori che scommettono su utility e semiconduttori “sul treno dell’IA”, mentre Repsol beneficia delle misure fiscali Usa. The Wall Street Journal aggiunge tasselli con l’indice di fiducia dei consumatori in lieve miglioramento e pressioni sui prezzi in riaccelerazione: un mix che, incrociato con le misure italiane su occupazione e giustizia civile, suggerisce quanto la capacità di ridurre colli di bottiglia istituzionali (tempi dei processi) sia percepita dai giornali come leva competitiva. L’enfasi de Il Sole 24 Ore sul capitale umano giovane e sulle filiere green/digitali indica un’agenda produttiva che mira a stabilizzare domanda e investimenti lungo il 2026.
Conclusione
Nel complesso, Il Sole 24 Ore, The Wall Street Journal e Cinco Días convergono su un quadro di “rischio gestito”: il colpo di freno legale ai dazi e una crescita Usa meno brillante non innescano panico, ma selettività su asset e settori. Il quotidiano italiano privilegia i dossier che contano per imprese e risparmio (governance bancaria, utili/cedole, lavoro e PNRR), mentre le testate anglosassone e iberica insistono su trade, mercati e compliance. Il messaggio che emerge per l’Italia è chiaro: competitività e fiducia passano da istituzioni più rapide, occupazione giovanile e investimenti settoriali capaci di agganciare i trend globali senza perdere di vista il presidio della governance.