Introduzione
Sulle prime pagine italiane dominano due dossier internazionali: la missione di Volodymyr Zelensky in Florida per incontrare Donald Trump, mentre la Russia intensifica gli attacchi su Kiev; e l’operazione giudiziaria che ha smantellato una rete di presunto finanziamento a Hamas con base in Italia. Il Corriere della Sera e la Repubblica danno ampio risalto al vertice di Mar‑a‑Lago e al sostegno europeo, con taglio geopolitico, mentre Domani insiste sull’urgenza di un’autonomia strategica europea. Parallelamente, quasi tutti i quotidiani - dalla Stampa ad Avvenire, dal Messaggero al Gazzettino - aprono sul filone Hamas, accentuando però toni e priorità differenti. Il quadro restituisce un’Europa sotto pressione: guerra in Ucraina, terrorismo transnazionale, competizione tra potenze, e un’Italia cruciale per snodi di sicurezza e per la tenuta del fronte euro‑atlantico.
Zelensky da Trump tra raid russi e attese europee
Il Corriere della Sera incornicia il faccia a faccia con Trump nel segno della pressione militare russa (“Putin: pronti a prenderci tutto con la forza”) e del pressing dei leader europei “con Kiev”, evidenziando una cornice atlantica che non vuole allentarsi. La Repubblica fotografa lo stesso doppio registro, con l’immagine dei raid su Kiev e la “spinta Ue” alla vigilia dell’incontro. Domani apre in maniera assertiva: “L’Ue impari a difendersi da sola”, marcando l’ipotesi di una difesa europea più autonoma se Washington resterà incerta. Avvenire adotta un tono prudente e umano, affidando al nunzio Kulbokas la misura dell’attesa a Kiev: “Qui sperano in pochi”. La Stampa parla di “incognita Trump” e del potenziale impatto per l’allineamento con l’Ue.
Sul piano interpretativo, emergono due filiere narrative. La prima, evidenziata da Corriere e Repubblica, mira a tenere il baricentro sull’unità occidentale: l’incontro è un tassello di equilibrio, non un azzardo. La seconda, che Domani porta in prima fila e che La Stampa problematizza, considera il vertice anche come stress test del rapporto transatlantico: se l’America dovesse chiedere un compromesso poco sostenibile per Kiev, l’Europa dovrà alzare capacità e responsabilità strategiche. Il Messaggero e il Gazzettino accentuano il profilo pragmatico: richiamano le cifre della ricostruzione e i nuovi strumenti Ue (prestito da 90 miliardi, eurobond), a dimostrazione di una sponda europea già operativa. Sul versante più scettico, il Fatto Quotidiano e la Verità sfruttano il filone delle inchieste anti‑corruzione in Ucraina per ridimensionare la leadership di Zelensky e per mettere in dubbio l’efficacia del sostegno occidentale; una postura che riflette in Italia una minoranza critica del sostegno incondizionato a Kiev.
Il caso Hamas: Italia snodo della sicurezza europea
La rete di presunto finanziamento a Hamas - con nove arresti e sequestri milionari - campeggia sulle aperture di Repubblica, Corriere della Sera, Stampa, Messaggero, Gazzettino e Avvenire. La Repubblica e il Corriere scandiscono l’impianto giudiziario, insistendo sulle modalità (associazioni di beneficenza, triangolazioni) e sui profili degli indagati. La Stampa sottolinea i verbali (“Dialogo da traditori”), mentre il Messaggero dettaglia i canali (“banconote a Gaza negli aiuti medici”), segnalando il carattere evolutivo delle reti di finanziamento transnazionale. Avvenire affianca al plauso istituzionale una precisazione di equilibrio: l’indagine “non toglie rilievo ai crimini perpetrati a Gaza”, cioè separa contrasto al terrorismo e giudizio sul conflitto israelo‑palestinese.
Sulla sponda di centrodestra, il Giornale e Libero trasformano la notizia in una prova politica contro la sinistra, con un’enfasi securitaria e identitaria. Il Secolo d’Italia parla di “pericolo vero” e rimarca la soddisfazione del governo. Il manifesto, dal canto suo, introduce un contrappunto: segnala la cooperazione giudiziaria con Israele e mette in luce la narrazione “per Israele sono di Hamas”, invitando a non sovrapporre automaticamente attivismo pro‑palestinese e sostegno al terrorismo. Il Fatto Quotidiano si attiene alla cronaca dei “fondi umanitari” dirottati. Nel complesso, la copertura disegna l’Italia come hub sensibile dentro il più ampio dispositivo europeo di contrasto al terrorismo, con una linea di faglia interna: chi vede nel caso una conferma della minaccia jihadista in Europa e chi teme una compressione indiscriminata degli spazi civili pro‑Palestina.
Multipolarismo teso: Cina‑Usa, Medio Oriente allargato, autonomia Ue
Accanto a guerra e terrorismo, il Corriere della Sera segnala un fronte asiatico in riscaldamento: “Sanzioni anti Usa, così la Cina riapre il fronte” per le forniture di armi a Taiwan, esempio di ritorsione incrociata che si inserisce nella rivalità sistemica tra Pechino e Washington. Domani integra il quadro con due tasselli: l’Europa “troppo legata a Big Tech” e l’editoriale “È il momento di smarcarsi dal dollaro”, intessendo il filo rosso dell’autonomia economica e tecnologica europea. La Discussione allarga lo sguardo al Corno d’Africa: “Israele riconosce il Somaliland, condanna araba”, questione che il manifesto riverbera sul piano regionale raccontando le fratture (Erdogan frena il dialogo tra curdi e Damasco) e le macerie socio‑economiche di Gaza.
la stampa torna sul dossier transatlantico: “Con l’Ue o con Putin, l’incognita Trump”, facendo capire che la posture americana ridisegna i margini di manovra europei. In controluce, Repubblica pubblica un’analisi sulla “deriva dei continenti” tra Usa e Russia, intuendo un riassestamento di placche geopolitiche più profondo delle singole crisi. Nel loro insieme, queste scelte editoriali mostrano che la stampa italiana riconosce la natura intrecciata delle crisi globali (sicurezza, tecnologia, finanza), con una costante: la ricerca di margini di sovranità europea nella competizione tra potenze.
Conclusione
La rassegna di oggi suggerisce due priorità nella bussola italiana della politica estera: deterrenza e autonomia. Deterrenza, perché dalla guerra in Ucraina al terrorismo transnazionale il perimetro di sicurezza europeo resta sotto stress, come evidenziano Corriere della Sera, Repubblica, Stampa, Messaggero e Gazzettino. Autonomia, perché Domani - e in parte la Stampa - spingono per una capacità europea più robusta sul piano difensivo, tecnologico e finanziario, nel caso in cui l’ombrello americano si faccia intermittente. Avvenire ricorda la dimensione umana e morale del conflitto (“Qui sperano in pochi”), mentre il manifesto avverte sui rischi di semplificazioni nel dossier Hamas e sulle faglie mediorientali. In sintesi, i giornali italiani mostrano un’attenzione selettiva ma coerente: l’Italia è chiamata a tenere il punto sull’ancoraggio euro‑atlantico, senza rinunciare alla costruzione di una più solida autonomia europea dentro un mondo sempre più teso e multipolare.