Introduzione

Sulle prime pagine italiane oggi dominano tre assi internazionali: lattentato a Mosca contro Vladimir Alekseyev, vicecapo del GRU; la cornice diplomatica dei Giochi di Milano-Cortina con lincontro MeloniVance; e la ripresa di un negoziato prudente sul nucleare iraniano a Muscat. Il Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa mettono lagguato a Mosca in posizione di rilievo, mentre Il Secolo XIX sottolinea le accuse del Cremlino a Kyiv e il possibile impatto sui colloqui di pace. Sul fronte olimpico-diplomatico, Il Foglio (atlantista) e il Secolo dItalia leggono larrivo della delegazione USA come test di coesione occidentale; Avvenire ne fa anche un richiamo alla 1tregua olimpica. Pi defilate o quasi assenti le aperture internazionali su quotidiani concentrati sul referendum giustizia (La Verit, Il Riformista, Il Fatto Quotidiano), con eccezioni puntuali.

Russia-Ucraina, tra piombo e dossier sanzioni

Il Corriere della Sera riferisce dellagguato al vicecapo del GRU, Vladimir Alekseyev, e mette in fila ipotesi: mano ucraina o faida interna, mentre annuncia un ventesimo pacchetto di sanzioni UE pronto sul tavolo. La Repubblica tratteggia il profilo di Alekseyev come Cavaliere nero dellapparato putiniano, enfatizzando la valenza simbolica dellattacco al cuore della catena di comando. Il Secolo XIX rilancia la linea di Mosca  Kiev sabota i negoziati  legando lattentato a una strategia di disturbo del processo negoziale; La Notizia fa eco al frame del sabotaggio ucraino e registra lo stallo nei colloqui.

Il Foglio sposta il fuoco: pi che il colpevole, conta la disfunzione del potere russo che lascia scoperti i vertici dellintelligence (Il generale che sa tutto). Nello stesso perimetro, il dossier economico pesa: nel suo Sprofondo russo, Il Foglio incrocia il calo dei prezzi energetici e il nuovo pacchetto sanzioni annunciato da Ursula von der Leyen. La Stampa propone la lettura di Bill Emmott sulle sponde a Putin, mentre La Discussione collega lattentato al contesto dei colloqui (trilaterali) che si chiudono ad Abu Dhabi. Nel complesso, le testate pi pro-UE (Corriere, La Stampa, Il Foglio) tendono a saldare il fatto di cronaca alla strategia di logoramento economico, mentre quelle di taglio pi realista enfatizzano lo spettro di sabotaggi per rallentare una trattativa gi fragile.

Giochi come vetrina geopolitica: lasse con Washington

La dimensione internazionale delle Olimpiadi emerge per la densa agenda di incontri a margine. Il Foglio titola Le Olimpiadi di governo: Giorgia Meloni fa lelegia dellEuropa con il vicepresidente USA J.D. Vance, con accenti su energia e coesione occidentale. Il Messaggero e Il Mattino parlano di asse strategico, mentre il Secolo dItalia sottolinea la dichiarazione congiunta sullOccidente come base del futuro comune. Avvenire inquadra il tutto nello spirito della 1tregua e del dialogo tra popoli, facendo riecheggiare lappello del Papa.

Sul piano simbolico, La Repubblica e il Corriere della Sera segnalano i fischi a Vance e alla delegazione israeliana e lovazione per gli atleti ucraini, segnali del clima dopinione europeo sulla guerra e sul Medio Oriente. Il Secolo XIX dedica un editoriale storico-culturale alla tregua olimpica e al suo senso in un mondo che ha smarrito regole comuni, trasformando lo sport in specchio della crisi dellordine internazionale. In filigrana, i giornali pi atlantisti (Il Foglio, Il Giornale) leggono la presenza USA come garanzia di continuit strategica; le testate pi critiche verso Trump (La Repubblica, La Stampa) registrano per lincrespatura generata dallultima uscita razzista dellex presidente sugli Obama, stigmatizzata anche dallUE (come riporta Il Secolo XIX).

Iran, deterrenza e il vuoto dopo i trattati

Il Foglio racconta i Colloqui a Muscat come negoziato sul negoziato: tono positivo ma nessuna svolta, con unasimmetria di mosse che al momento sorriderebbe a Washington pi che a Teheran. Avvenire registra un primo accordo procedurale (sulle regole del confronto), mentre La Discussione riferisce la chiusura dei contatti indiretti mediati dallOman. LIdentit aggiunge un tassello di hard power: nuove sanzioni USA contro la flotta ombra del petrolio iraniano a ridosso dei colloqui, segno che la leva coercitiva resta parte integrante del dosser. LOpinione delle Libert alza il livello di allerta: Americani, lasciate lIran, con linvito del Dipartimento di Stato ai cittadini USA a lasciare il Paese.

Sul versante europeo, Il Foglio anticipa la riflessione di Emmanuel Macron su una Euroforce de frappe, cio uneuropeizzazione della deterrenza nucleare francese resa pi attuale dal possibile disimpegno americano. In parallelo, Il Mattino lancia un allarme sistemico: con la scadenza del New START, latomica senza regole spinge lUE a ripensare il proprio ruolo nella sicurezza globale. Questi due fili  Muscat e Parigi  segnalano che la partita del nucleare non si gioca solo sul reattore iraniano, ma nella ridefinizione delle garanzie ultima ratio dellOccidente.

Chi tace sul mondo

Diversi quotidiani privilegiano oggi dossier interni (referendum, sicurezza pubblica), lasciando poco spazio al mondo. Il Dubbio sfiora lestero con un caso di nomina carceraria a New York e unanalisi sugli Epstein files in chiave di interferenze MAGA in Europa, ma il taglio resta domestico. La Verit si intestardisce sulla politica italiana e solo di taglio cita la remigrazione laburista nel Regno Unito. Il Fatto Quotidiano si occupa quasi interamente di giustizia e ordine pubblico, anche se propone un inusuale sguardo sulla decompressione di soldati IDF sulle Alpi: dettaglio che illumina i riflessi europei del conflitto israelo-palestinese.

Conclusione

Il mosaico odierno mostra unItalia mediatica che, nelle sue testate pi generaliste e di taglio geopolitico (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Foglio), legge i dossier esteri in chiave di ordine liberale, sanzioni economiche e coesione transatlantica. La cornice olimpica amplifica la diplomazia: incontri, simboli, 1tregua. Sul Medio Oriente, prudenza: Muscat una tappa, non uno sbocco. In controluce, cresce la domanda di unEuropa pi capace di pensarsi come attore strategico, dallenergia alla deterrenza. Un indizio condiviso: lOccidente resta la lingua franca del racconto, ma deve aggiornare la grammatica.