Introduzione

Le prime pagine italiane oggi mettono in scena un’agenda internazionale densa e policentrica. Il "Corriere della Sera" e "Il Messaggero" evidenziano il riassetto europeo su difesa e governance, con lo strappo tedesco verso il programma di super‑caccia alternativo a quello franco‑tedesco e un asse con Roma che chiede procedure Ue più snelle. Sulla sicurezza europea, "Il Foglio" inquadra la dimensione tecnologica della deterrenza con i droni ucraini in export, mentre "La Discussione" e "Il Riformista" registrano l’ennesimo capitolo della guerra ombra russo‑ucraina, con Mosca che attribuisce a Kyiv (e persino a Varsavia) un attentato a un alto ufficiale dell’intelligence. Sul fronte dei diritti, "la Repubblica" apre sulla nuova condanna alla Nobel Narges Mohammadi, e "Avvenire" collega la stretta repressiva in Iran al tentativo di riaprire un negoziato sul nucleare; in parallelo, "Il Dubbio" e "Il Foglio" insistono sulla condanna a 20 anni dell’editore di Hong Kong Jimmy Lai. Diversi quotidiani restano però a dominante domestica: tra questi, "Il Giornale", "La Verità", "l’Unità" e molte testate popolari, pur con sporadici rimandi esteri.

Europa tra difesa comune e governance

Il "Corriere della Sera" titola su “Meloni‑Merz, scossa all’Europa”, segnalando due piani integrati: l’iniziativa di Italia e Germania per ridurre l’iper‑produzione normativa di Bruxelles e rafforzare il ruolo del Consiglio Europeo, e la revisione tedesca del partenariato sul caccia di nuova generazione, con Parigi isolata. "Il Messaggero" sintetizza: Berlino “gela” Parigi e valuta l’adesione al consorzio GCAP con Italia, Regno Unito e Giappone; in parallelo, Ursula von der Leyen invita i Ventisette a superare l’unanimità e a sostenere le imprese strategiche. L’eco si ritrova anche ne "Il Mattino" e nel nordestino "Il Gazzettino", che rilanciano la stessa traiettoria: meno burocrazia, più integrazione industriale della difesa.

La cornice è una “autonomia strategica” a trazione intergovernativa: i grandi Stati, Italia e Germania in testa, cercano margini decisionali rapidi su dossier industrial‑militari, mentre la Commissione, con von der Leyen, apre a riforme delle procedure pur difendendo il metodo comunitario. Il messaggio editoriale, specie su "Corriere" e "Messaggero", è pragmatico e pro‑business: la sicurezza europea passa dall’industria e da filiere comuni (il GCAP come caso scuola). Possibili frizioni con i Paesi piccoli sono accennate dal "Corriere", che prevede un “articolato dibattito giuridico”: la spinta degli esecutivi può essere letta come sfida all’equilibrio dei Trattati. In sottofondo, "La Discussione" fa il punto sull’euro digitale: tassello dell’autonomia tecnologica‑finanziaria, a sua volta legato alla resilienza europea.

Guerra ibrida e deterrenza: lo scacchiere russo‑ucraino

"La Discussione" ricostruisce l’attentato al vicecapo del Gru, Vladimir Alexeyev, con le “confessioni” diffuse dall’Fsb che puntano il dito su Kyiv e chiamano in causa anche servizi polacchi; Kiev smentisce, Varsavia non commenta. Il taglio evidenzia le ambiguità delle fonti russe, ricordando i dubbi internazionali sulla genuinità delle confessioni. "Il Riformista" converge, notando che Mosca amplia l’accusa fino a Varsavia, mentre "La Notizia" sottolinea il filone politico‑diplomatico: la Russia accusa Donald Trump di aver “rinnegato” intese sul conflitto, a conferma di una guerra informativa che attraversa Atlantico e Ue.

A questa dimensione si contrappone la lettura capability‑driven de "Il Foglio": Kyiv sta iniziando a esportare droni in Europa, e la Nato “ne ha bisogno”. L’editoriale intreccia due piani: l’innovazione tattica ucraina come fattore di riequilibrio sul campo e la nascita, in Europa, di hub logistici e industriali che consolidano la deterrenza a medio termine. Il quadro che emerge è una convergenza tra quotidiani: da un lato la cronaca della guerra ombra e delle narrative di Mosca, dall’altro l’urgenza di sostenere Kyiv con capacità dual‑use e supply chain europee. Sullo sfondo, "Il Messaggero" richiama le lettere di von der Leyen e l’asse Roma‑Berlino: il nesso tra governance Ue e sostegno a Kyiv viene così normalizzato nelle pagine di politica estera.

Iran e Hong Kong: diritti civili e realpolitik

"la Repubblica" mette in primo piano la nuova condanna a Narges Mohammadi: altri anni di carcere, ulteriori pene accessorie e due anni di esilio interno. La scelta editoriale ribadisce la centralità della repressione iraniana contro attivisti e donne che hanno guidato le proteste; "Avvenire" amplia lo sguardo, parlando di “epurazione dei moderati” e, insieme, di un possibile riavvio del negoziato sull’atomo, con Teheran che “tende la mano” in cambio di allentamento delle sanzioni. L’ambivalenza - pugno di ferro interno e “flessibilità” negoziale - è colta con chiarezza: Teheran mira a ottenere margini economici e politici mentre ricompatta il sistema di potere.

Sul fronte Cina‑Hong Kong, "Il Dubbio" titola sull’“interramento” in cella di Jimmy Lai, mentre "Il Foglio" parla di una condanna “più pesante di quella inflitta a Liu Xiaobo”, denuncia il profilo basso del Vaticano e ammonisce: la difesa della libertà “vale più di Pucci”. L’angolo è insieme atlantista e valoriale: la causa di Lai è un test della capacità occidentale di difendere diritti e stato di diritto in un’area sempre più allineata a Pechino. La combinazione tra repressione ideologica e ragion di Stato risalta in modo netto: le pagine italiane, specie quelle di orientamento liberale e cattolico, sollecitano una risposta più coerente di Europa e Santa Sede.

Londra tra tempesta politica e monarchia sotto pressione

Sulle isole britanniche, "Domani" e "il manifesto" fotografano l’effetto domino del caso Epstein sul governo Starmer: dimissioni a catena, partito spaccato e un premier indebolito dalla scelta di valorizzare figure compromesse del blairismo. È un racconto di “crisi di sistema” più che di scandalo voyeuristico. In parallelo, il "Corriere della Sera" segnala che re Carlo III è pronto a collaborare con la polizia su eventuali sviluppi giudiziari legati al principe Andrea, una mossa per preservare capitale reputazionale della Corona nella tempesta.

Asia‑Pacifico: il Giappone si sposta a destra

Due testate di area conservatrice, "Secolo d’Italia" e "L’Opinione delle Libertà", celebrano la vittoria elettorale di Sanae Takaichi, definita “Lady di Ferro” e leader “falco” su difesa e immigrazione. È un segnale geopolitico rilevante: il Giappone continua a rafforzare postura securitaria e cooperazione con partner occidentali, elemento che si intreccia con i programmi europei sulla difesa e con l’asse Roma‑Tokyo sul GCAP.

Conclusione

Il mosaico odierno racconta un’Italia mediatica che, quando guarda fuori, lo fa con due lenti: la sicurezza (difesa comune, deterrenza tecnologica, guerra ibrida) e i diritti (Iran, Hong Kong). Le grandi testate generaliste - "Corriere", "Il Messaggero", "La Stampa" - spingono su una Ue più capace e industrializzata; i quotidiani d’opinione - "Il Foglio", "Avvenire", "Domani" - chiamano alla coerenza valoriale. Altri giornali, prevalentemente domestici oggi, restano ai margini dell’agenda globale. Nel complesso, traspare una priorità: autonomia europea e asse con partner G7 per reggere un mondo meno prevedibile, senza smarrire il dossier diritti che continua a bussare alle nostre prime pagine.