Introduzione

Le prime pagine italiane convergono su quattro assi principali: la rivolta in Iran e la risposta del regime; la battaglia referendaria sulla giustizia; linchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana e il tema pi ampio della sicurezza; la faglia geopolitica riaperta dal caso Venezuela, tra petrolio e diritto internazionale. La Repubblica, La Stampa e Il Messaggero mettono in apertura lIran, con cifre diverse ma una fotografia comune di repressione, blackout informativi e minacce di pena di morte. Il Giornale, Libero e La Verit privilegiano invece la partita interna sulla riforma della giustizia, mentre Avvenire allarga lo sguardo alle frontiere del mondo, tra Caracas e lAfrica dei profughi.

Il clima generale di contrapposizione: Domani vede nellIran un segnale "diverso" rispetto al passato, La Stampa invita alla prudenza sul possibile crollo del regime, La Repubblica problematizza il protagonismo di Donald Trump. Sul versante domestico, Il Messaggero e Il Mattino provano a fare ordine sul referendum e sul garantismo a sinistra, mentre Il Manifesto racconta il "risveglio del No". Nel mezzo, la cronaca nera e giudiziaria si fa paradigma, con Corriere della Sera e Repubblica che incrociano Crans-Montana, sicurezza e responsabilit dei controlli; e una scia pop di costume, dal caso Can Yaman ripreso da molti quotidiani.

Iran, la rivolta e gli sguardi italiani

La Repubblica apre su "sangue sulle proteste": decine di vittime, migliaia di arresti, internet oscurata, con layatollah Khamenei che minaccia la pena di morte e Trump che dichiara la disponibilit ad aiutare i manifestanti. La Stampa enfatizza la durezza dellordine pubblico ("spari sulla folla"), parla di "centinaia di vittime" e almeno 2.300 fermi, e aggiunge il segnale dei Pasdaran in allerta. Il Messaggero quantifica "oltre 70 morti" e richiama unanalisi su un regime "agli sgoccioli", mentre Domani titola sul timore del potere iraniano e annota 65 morti e 2.000 arresti con la formula dei "nemici di Dio". In parallelo, Corriere della Sera riassume il quadro con lescalation repressiva e la sponda americana; LEdicola aggiunge lelemento politico su Reza Pahlavi che "prepara il ritorno".

Le scelte lessicali rivelano le linee editoriali: La Repubblica collega lIran al tema del potere senza limiti di Trump, mettendo in guardia dal "neo-autoritarismo"; La Stampa, con un commento che invita alla cautela, smonta la narrativa del collasso imminente; Domani insiste sullidea che questa ondata non sia una semplice replica delle precedenti. Il Gazzettino riprende i numeri (72 morti, 2.300 arresti) e sottolinea lassenza di una leadership definita nelle piazze, un dettaglio che aiuta a leggere linquietudine del regime. Avvenire, il quotidiano cattolico, incornicia la notizia nella sezione "Frontiere pericolose", quasi a suggerire la continuit tra confini fragili e fragilit dei diritti.

Giustizia, referendum e identit di campo

Il Giornale mette a segno il colpo polemico con le "chat segrete dei magistrati" e laccusa di "sete di potere", mirando a delegittimare il fronte del No e a raccontare una magistratura politicizzata. Libero parla di "falsari del No" e nelleditoriale denuncia la "menzogna come metodo", consolidando il frame di una campagna referendaria condotta con toni catastrofisti. La Verit definisce la riforma una "rivoluzione" che "spacca lopposizione" e sposta il focus sulla leadership di Elly Schlein ("il vero referendum sulla Schlein"), a indicare il rischio di scissioni nel Pd. Il Manifesto ribalta la prospettiva: "Il risveglio del No" racconta unopposizione che prova a ricompattarsi, andando "oltre la giustizia".

Il Messaggero tematizza il dilemma storico del centrosinistra tra garantismo e giustizialismo, mentre Il Mattino offre una bussola tecnica sulla natura del referendum confermativo, privo di quorum, e ospita unanticipazione del Guardasigilli Carlo Nordio. A margine, Il Fatto Quotidiano incastra le cifre degli organici delle forze dellordine con gli annunci di Palazzo Chigi, contestando la narrazione dei "30 mila" nuovi agenti e tratteggiando i fronti frastagliati del S. Limmagine complessiva polarizzata: i quotidiani di centrodestra costruiscono un racconto sulla necessit di "mettere ordine" al sistema; le testate della sinistra e di area movimentista spingono sul rischio politico-istituzionale della riforma e sul tema delle libert civili.

Crans-Montana e lItalia della sicurezza

Corriere della Sera fa emergere unammissione chiave: nel locale della strage di Capodanno luscita di emergenza era chiusa a chiave, con un racconto che urta e interroga sul rispetto delle norme. La Repubblica allarga il perimetro agli omessi controlli dellamministrazione locale e riporta le scuse della vicesindaca, con un taglio che insiste sulle responsabilit pubbliche. Il Messaggero scandaglia le scelte materiali del titolare (la schiuma anti-rumore altamente infiammabile) e sottolinea la beffa di una legge entrata in vigore alla mezzanotte prima del rogo che "salva" il Comune; Libero fa eco con il titolo netto su Moretti che "confessa" la via di fuga bloccata.

LEdicola conferma la versione della "porta di sicurezza chiusa", mentre Il Mattino fa dire al titolare di aver installato quella "schiuma pericolosa". In controluce, dai quotidiani del Nordest (Il Gazzettino) e dal Corriere arrivano anche le notizie sul cantiere di Milano-Cortina, tra la morte al gelo di un vigilante e linchiesta sui cantieri: il filo della sicurezza sul lavoro e degli standard minimi si tende dallalta Valese alle Dolomiti. La selezione dei fatti e dei dettagli tecnici rimanda a pubblici diversi: Il Messaggero costruisce una storia di cause-effetti e di diritto amministrativo, Il Corriere privilegia lurto emotivo dellammissione, La Repubblica ricerca le catene di responsabilit.

Venezuela, petrolio e diritto internazionale

Avvenire sceglie una cornice globale, "Frontiere pericolose": tra Colombia e Venezuela il racconto delle vite sospese si intreccia con la partita del petrolio e con lattesa delle mosse Usa. La Repubblica, nel lungo editoriale su "Trump e il rifiuto del limite", legge la cattura di Nicols Maduro come un esperimento di potere senza vincoli, tra sovranit assoluta e riscrittura delle regole. Secolo dItalia gioca su un altro registro: celebra la disponibilit di Eni a collaborare con Washington sulla partita energetica, trasformando il dossier in un segnale di allineamento industriale-Atlantico. Il Corriere della Sera segnala la posta in gioco per le compagnie, tra sanzioni Usa e ruolo dei campioni nazionali.

Il Fatto Quotidiano ribalta il quadro con due messaggi: linvito, affidato alla firma di Jeffrey Sachs, a fermare Trump alle Nazioni Unite, e il dubbio che le grandi compagnie petrolifere non si fidino del quadro venezuelano, parlando di "due autogol". La Stampa propone una chiave liberale-umanitaria ("Autoritarismo o libert" come banco di prova), mentre sulle pagine di opinione emergono riflessioni robuste sul rapporto tra realismo e diritto (Massimo Cacciari) e sulla dottrina Monroe. Sullo sfondo domestico, Secolo dItalia e Il Giornale riportano le piazze di una sinistra antagonista in difesa di Maduro e le polemiche sulla libert di stampa: un mosaico in cui la geopolitica rientra in Italia.

Sicurezza, immigrazione e cronache che dividono

La Discussione apre con un editoriale che intreccia sicurezza e immigrazione: "accogliere chi lavora, allontanare chi delinque", a partire da casi di cronaca nera che hanno scosso lopinione pubblica. La Verit cavalca un contro-caso simbolico, il vicebrigadiere condannato per eccesso colposo, e promuove una sottoscrizione con lappoggio del centrodestra, rilegittimando lidea di "punito chi ci difende". Secolo dItalia monta leditoriale contro lultrasinistra per gli insulti a una cronista e per lo slogan pro-Maduro, saldando ordine pubblico e conflitto politico. Il Messaggero riporta il dolore dei funerali di Aurora Livoli, mentre LIdentit richiama lallarme "maranza" e leducazione familiare come argine sociale.

Nella fascia pi leggera, ma non irrilevante per limmaginario, il caso Can Yaman rimbalza da Corriere della Sera a Il Giornale, fino a Il Messaggero, Il Gazzettino e Il Mattino: fermo e rilascio a Istanbul per uninchiesta antidroga che incrocia spettacolo e moral panic. La pluralit delle scelte evidente: La Discussione tenta una postura di policy tra dati su cybercrime e inflazione; i quotidiani popolari sposano la cronaca come lente di lettura valoriale; i giornali dopinione usano gli stessi fatti per discutere modelli di societ e di Stato.

Conclusione

La giornata restituisce un panorama polarizzato ma leggibile: quando la geopolitica bussa (Iran e Venezuela), la stampa italiana la filtra secondo le proprie chiavi di legittimazione del potere e della legalit internazionale. Sul referendum, il campo si ricompone secondo linee attese, ma con unattenzione nuova ai nodi del garantismo e della chiarezza istituzionale. E nelle cronache di sicurezza e responsabilit, dallAlta Savoia a Milano-Cortina, affiora un bisogno condiviso di standard e di verifica dei controlli. Il risultato un paese che discute a voce alta di regole: chi le scrive, chi le infrange, chi le fa rispettare.