Introduzione
Le prime pagine italiane di oggi si muovono tra tre assi dominanti: l’Europa che cerca una nuova rotta economica, il referendum sulla giustizia polarizzato dalle parole di Nicola Gratteri, e l’euforia sportiva per i trionfi olimpici azzurri, con un’ombra polemica sul caso dell’atleta ucraino squalificato. Il tema europeo è in cima a molte testate: il Corriere della Sera, La Stampa e Il Messaggero raccontano il “ritiro” di Alden Biesen con Mario Draghi e Ursula von der Leyen a dettare l’urgenza, mentre l’asse Meloni‑Merz entra in scena tra aperture e veti sugli eurobond.
Parallelamente, La Repubblica, Il Riformista, Il Giornale e La Verità mettono in prima fila l’onda d’urto di Gratteri, che agita lo scontro sul referendum con reazioni a catena tra maggioranza e opposizioni. A fare da contrappunto, la festa per Federica Brignone e Francesca Lollobrigida - celebrata da Il Gazzettino, Il Secolo XIX e Leggo - convive con la controversia del Cio verso l’ucraino Heraskevych, seguita da Corriere della Sera e Il Foglio. Sullo sfondo, migranti e sicurezza dividono ancora: L’Unità e Il Manifesto denunciano la stretta, mentre Avvenire ne evidenzia nodi e rischi.
Europa, tra sprint Draghi e nodo eurobond
Il Corriere della Sera titola sulla “spinta per cambiare”, dando rilievo al pressing di Draghi e alla finestra temporale indicata da von der Leyen per un mercato unico “entro il 2027”. La Stampa fotografa bene l’impasse: “Nuova Ue, scoglio eurobond”, con Meloni formalmente favorevole ma vincolata da un fronte diviso. Il Messaggero sintetizza con “Nasce la nuova Europa”, sottolineando il traino italo‑tedesco e le proteste spagnole, mentre La Discussione insiste sull’urgenza operativa evocata da Draghi e Letta su competitività, energia e capitali.
Sul piano interpretativo, Il Foglio parla di “schivare le trappole della competitività” e registra un consenso diffuso sul “senso di urgenza”, ma prevede un aggiustamento realista più che un balzo federalista. Domani rovescia la prospettiva: “Meno regole, no agli eurobond. In Ue vince l’agenda delle destre”, leggendo il vertice come l’affermazione di un modello pro‑mercato che arretra su coesione e debito comune. La Ragione e L’Identità, da posizioni liberali e conservatrici, chiedono di “darsi da fare” e convertono l’urgenza in un invito alla responsabilità nazionale: non slogan, ma passi concreti su integrazione e strumenti finanziari.
Giustizia, la scintilla di Gratteri e il referendum polarizzato
La Repubblica apre lo scontro: il procuratore di Napoli Nicola Gratteri dice che per il Sì voteranno “indagati e massoneria deviata”, il Csm valuta e Nordio propone test psico‑attitudinali. Il Riformista parla di “fango” sul fronte del Sì e invita Meloni a esporsi per evitare che la partita si trasformi in un referendum sulla legittimazione del giustizialismo. Il Giornale registra l’indignazione (“I delinquenti votano Sì”), mentre La Verità rimarca l’effetto choc e segue la scia delle polemiche sul caso.
Sul versante opposto, Secolo d’Italia e L’Identità leggono nelle frasi di Gratteri un riflesso elitario che criminalizza il voto altrui; La Notizia, più numerica, segnala il “sorpasso del No” nei sondaggi e l’effetto boomerang della comunicazione del governo. In filigrana, Il Secolo XIX nota la “bufera” sulle parole del magistrato: la politica si accaparra la cornice morale, ma pochi giornali entrano davvero nel merito tecnico della riforma. Il Foglio focalizza il punto democratico: “la scomunica di Gratteri” sposta il confronto dalle regole del gioco alla delegittimazione degli elettori, terreno scivoloso per una campagna referendaria corta e infiammabile.
Olimpiadi: esaltazione azzurra e controversie
La dimensione emotiva della giornata è tutta nelle vittorie di Federica Brignone e Francesca Lollobrigida. Il Giornale canta le “Sorelle d’Italia”, Il Messaggero celebra “Leggendarie” e Il Gazzettino le definisce “Donne fenomeno”, con l’accento sulla rinascita dopo l’infortunio e sul bis nei 5.000 metri. Il Secolo XIX e Leggo partecipano al coro, mentre il Corriere della Sera scandisce l’epopea con l’argento‑record di Arianna Fontana.
Accanto alla festa affiorano frizioni e simboli. Corriere della Sera e Il Secolo XIX riportano la squalifica dell’ucraino Vladyslav Heraskevych per il casco con i volti dei caduti: “Non era propaganda”, ribadisce il ministro ucraino Bidnyi nelle pagine del Secolo. Il Foglio rilancia sul tema etico (“Antigone contro il Cio”), e Il Gazzettino denuncia “l’ipocrisia del Cio”. Sull’immaginario nazionale, La Verità critica l’“effetto passerella” di Mattarella, mentre Il Giornale e La Ragione cavalcano la polemica sull’Uomo Vitruviano “evirato” nella sigla Rai, segno di come persino la grafica olimpica finisca nell’arena culturale. Il risultato è un racconto a doppia traccia: orgoglio sportivo condiviso, ma filtri ideologici diversi su regole, memoria e rappresentazione.
Migranti e ordine pubblico, tra stretta e contraccolpi giudiziari
L’Unità parla senza giri di parole di “licenza di tortura” nei Cpr: niente cellulari, niente ispezioni a sorpresa dei parlamentari, in un disegno di legge che per il quotidiano di Sansonetti sconfina nello “spirito mussoliniano”. Il Manifesto, con “State sereni”, denuncia l’inerzia dell’opposizione davanti a fermo di polizia, blocco navale e deportazioni, e ricorda gli scheletri del centrosinistra (da Minniti in poi) sul tema sicurezza. Avvenire adotta un registro analitico: “Migranti, le norme che non tornano”, elencando rischi e criticità - dalla protezione complementare ai minori - e avvertendo contro accelerazioni poco ponderate.
Dalla sponda opposta, Il Giornale avverte che “l’Ue chiude i confini, i giudici li riaprono”, segnalando decisioni giudiziarie che frenano la linea del governo; Secolo d’Italia pronostica ricorsi delle ong e una nuova battaglia nelle aule. In questo clima, la giustizia penale torna specchio della democrazia: La Repubblica e Il Fatto Quotidiano danno ampio spazio alla condanna a Bari di dodici militanti di CasaPound per ricostituzione del partito fascista, con La Stampa che chiede lo scioglimento del movimento; La Verità replica contestando la lettura della sentenza. Qui il divario non è solo tra destra e sinistra: riguarda l’idea di ordine, diritti e memorie repubblicane.
Omissioni e voci laterali
Nel mare di politica, economia e sport, spiccano agende laterali che pochi riprendono. Il Foglio dedica l’apertura a un frammento duro di guerra tecnologica: la Russia che estorce registrazioni Starlink alle famiglie dei prigionieri ucraini dopo i blocchi ai terminali. È un richiamo a un’Europa che discute di competitività mentre il fronte dell’Est resta incandescente. Sul versante mediterraneo, lo stesso Foglio segnala un progetto di raffineria privata in Libia con Saipem coinvolta: tema quasi assente altrove, ma strategico per energia e stabilità.
Conclusione
Giornali divisi, Paese diviso: tra pragmatismo europeo e bandierine interne, la stampa riflette un’Italia che alterna orgoglio e timori. L’urgenza di Draghi - “non c’è più tempo” - entra nel lessico politico, ma su giustizia e migranti prevale la logica del muro contro muro. Le medaglie olimpiche offrono una pausa di unità emotiva, subito riplasmata da conflitti simbolici. È l’istantanea di un dibattito pubblico che corre veloce, spesso più degli approfondimenti: il rischio è che a forza di titoli si perda il filo delle scelte strutturali che l’Europa (e l’Italia) non può più rimandare.