Introduzione
Le prime pagine americane oggi convergono su tre assi tematici: la battaglia a Washington su controllo di ICE e finanziamento del Department of Homeland Security; l’ondata di scandali e contraccolpi etico-istituzionali che attraversa soprattutto il Brasile ma tocca anche il Canada; e i sobbalzi dei mercati tecnologici, tra risultati record e vendite sul Nasdaq, che dialogano con le scelte economiche in Argentina e con la politica industriale canadese. Negli Stati Uniti, The Washington Post, il principale quotidiano statunitense, e The Wall Street Journal incorniciano il braccio di ferro su ICE come possibile detonatore di un nuovo mini-shutdown, mentre USA TODAY affianca al dossier sicurezza il fenomeno in crescita del betting minorile.
A sud, Folha de S.Paulo e O Globo mettono in prima linea la crisi reputazionale del potere giudiziario e l’eco del “caso Master”, mentre O Estado de S. Paulo amplia il quadro con dati su parentele attive nei tribunali superiori. In Argentina, La Nación e Clarín concentrano l’attenzione sulle riforme pro-mercato e sul cambio di bussola statistico sull’inflazione. In Canada, The Globe and Mail apre su arresti tra agenti a Toronto e lega la partita strategica dei minerali critici alla revisione del USMCA. La divergenza nord-sud è netta: sicurezza/immigrazione e mercati al Nord; etica delle istituzioni e ricalibratura economica al Sud.
Immigrazione, ordine pubblico e il countdown per il DHS
The Washington Post mette in evidenza l’impasse al Congresso: i Democratici chiedono body-cam, regole più strette sui mandati e fine delle pattuglie volanti per ICE, i Repubblicani rispondono con condizioni sulle “sanctuary cities” e tempi che rendono arduo evitare una nuova crisi di bilancio. The Wall Street Journal conferma il muro contro muro e quantifica il rischio per il finanziamento del DHS entro il 13 febbraio, offrendo la lente dei mercati su un dibattito che invade anche le pagine economiche. USA TODAY, più orientato al servizio al lettore, sintetizza il “tempo è poco” e collega la trattativa al clima acceso dopo l’uccisione di Alex Pretti in Minnesota, che ha innescato l’ultima stretta sulla governance di ICE e CBP.
Lo stesso triangolo di testate segue la notizia operativa del giorno: il parziale ritiro di 700 agenti federali dall’area di Minneapolis. USA TODAY e The Washington Post sottolineano che il contingente resta comunque ben superiore ai livelli pre-crisi, mentre The Wall Street Journal registra l’annuncio del “border czar” Tom Homan e le ricadute politiche. Dal Sud, Folha de S.Paulo e O Globo incorniciano il passo indietro come risposta a proteste dopo due uccisioni durante operazioni, mantenendo però l’attenzione sul fatto che oltre 2.000 agenti rimarranno sul posto; un racconto più attento agli effetti sociali sul territorio che evidenzia una sensibilità diversa rispetto alle cronache istituzionali di Washington.
Etica delle istituzioni, giustizia e fiducia pubblica
In Brasile, Folha de S.Paulo apre con la difesa, da parte dei ministri del Supremo, del diritto a tenere conferenze e ad avere partecipazioni societarie, contro la spinta a un nuovo codice etico dopo le polemiche legate al Banco Master. O Globo amplifica il tema: parla di “demonizzazione” delle conferenze, registra la pressione politica e l’onda lunga del caso, e inserisce il dibattito in un contesto più ampio di frizioni tra poteri. O Estado de S. Paulo porta dati: parenti di otto su dieci ministri del STF figurano in 1.860 processi a livello superiore, con il 70% dei casi protocollati dopo la nomina dei giudici, e segnala anche un’indagine del CNJ su accuse di molestie a un ministro dello STJ.
Sul versante canadese, The Globe and Mail rompe con una prima pagina dal tono investigativo: una vasta indagine su furti d’auto e droga porta all’arresto di almeno sette agenti di polizia a Toronto, con oltre 30 fermi complessivi. La testata lega inoltre la scelta sull’eventuale adesione a un blocco commerciale sui minerali critici alla revisione del USMCA, sottolineando come Ottawa voglia usare la leva negoziale su un dossier in cui è produttore chiave. Il contrasto con gli Stati Uniti è marcato: laddove The Washington Post e The Wall Street Journal privilegiano la dimensione normativa (cosa cambiare in ICE e DHS), Brasile e Canada portano in prima pagina la crisi di fiducia verso attori istituzionali - magistratura e polizia - collegandola a trasparenza e accountability.
Economia reale, tecnologia e scelte industriali
The Wall Street Journal propone un doppio registro: da un lato i conti stellari di Alphabet, con ricavi 2025 oltre i 400 miliardi e capex in raddoppio per l’IA; dall’altro, la correzione pesante del Nasdaq, segnale che gli investitori ruotano verso “l’economia reale” mentre crescono i dubbi su profittabilità e valutazioni dell’IA. In Canada, The Globe and Mail anticipa la svolta: addio al mandato ZEV e ritorno agli incentivi diretti all’acquisto di veicoli elettrici, con nuove risorse per le colonnine. La mossa si raccorda con il dossier minerali critici, che Ottawa vuole incardinare nel negoziato USMCA per massimizzare il potere contrattuale su catene del valore decisive.
In Argentina, La Nación difende l’apertura commerciale sostenuta dal governo Milei - ribadita dai ministri Sturzenegger e Caputo - contro l’allarme di parte dell’industria, mentre Clarín segnala il reset dell’indice di inflazione e di una nuova indagine sui consumi per aggiornare il paniere statistico. Le due testate convergono su un messaggio: liberalizzare e ricalibrare gli strumenti di misura per attrarre competizione e riportare i prezzi sotto controllo. In Brasile, O Estado de S. Paulo aggiunge un tassello geopolitico con l’intesa USA-UE-Messico-Giappone-Argentina sulle terre rare, che si specchia, lato Nord, nella chiamata di The Globe and Mail a integrare politiche industriali, energia e approvvigionamenti; segnali che l’asse energia-tech è la vera cerniera tra le due Americhe.
Tra costume, rischi sociali e scandali globali
USA TODAY dedica la sua apertura a un fenomeno spesso sottovalutato: il dilagare del betting tra minorenni, con documenti che mostrano migliaia di casi e controlli deboli. The Wall Street Journal e The Guardian (USA) incrociano invece il filone Epstein, tra nuove rivelazioni su reti d’influenza e dichiarazioni pubbliche di personaggi di primo piano; un racconto che, pur meno dominante, alimenta il dibattito su potere, responsabilità e reputazione nell’élite tecnologico-finanziaria. In controluce, questi temi sociali e di costume segnano una distanza con Sudamerica e Canada, dove l’urgenza informativa oggi corre su etica pubblica, sicurezza urbana e tenuta dei servizi.
Conclusione
Il mosaico odierno dice che le priorità continentali si dividono tra sicurezza (immigrazione e ordine pubblico), pulizia delle istituzioni e direzione di marcia della politica economica nell’era dell’IA. The Washington Post, The Wall Street Journal e USA TODAY danno ritmo alla contesa su ICE e al termometro dei mercati; Folha de S.Paulo, O Globo e O Estado de S. Paulo accendono il riflettore sulla credibilità del potere giudiziario; La Nación, Clarín e The Globe and Mail collegano politiche industriali, statistiche e scambi strategici. Prospettive diverse, ma con un trait d’union: la ricerca di legittimità - per leggi, mercati e istituzioni - al centro del discorso pubblico nelle Americhe.