Introduzione

Le prime pagine americane oggi si muovono su tre binari: giustizia e sicurezza negli Stati Uniti e in Canada, riforme economiche e gestione dello Stato in Brasile e Argentina, e grandi rituali collettivi - Super Bowl e pre‑Carnevale - che attraversano il continente. USA TODAY, il quotidiano statunitense a diffusione nazionale, mette in evidenza il caso di un decesso in carcere in California e la scomparsa di Nancy Guthrie in Arizona, mentre The Guardian (USA edition), l’edizione statunitense del quotidiano britannico, riapre il dossier Epstein con nuovi documenti sul ranch del Nuovo Messico. Dalla sponda canadese, The Globe and Mail, il principale quotidiano del Paese, racconta in modo vivido come le retate migratorie negli Stati Uniti stiano assumendo tratti da rapimento.

A Sud, Folha de S.Paulo, il maggiore giornale brasiliano, e O Globo, storico quotidiano di Rio de Janeiro, dedicano ampio spazio a nodi di finanza pubblica e servizi (dalla fila dell’INSS alle ristrutturazioni del debito statale), mentre in Argentina Clarín, il più letto quotidiano del Paese, apre con un nuovo “blanqueo” fiscale e con le pressioni del FMI sull’Indec. La distanza Nord‑Sud si vede nel registro: più diritti e ordine pubblico a Nord, più economia politica e macchina amministrativa a Sud, con sfumature locali marcate.

Giustizia, sicurezza e l’ombra dell’abuso di potere

USA TODAY porta in prima il lungo percorso di un padre per ottenere la verità sulla morte del figlio in un carcere della California, un’inchiesta che punta il faro sulla responsabilità delle autorità di contea e sull’accesso alle cure per i detenuti. Nello stesso giornale, la scomparsa di Nancy Guthrie - madre della conduttrice Savannah Guthrie - è trattata come un caso che «ha colpito la nazione», enfatizzando il senso di vulnerabilità comunitaria. The Guardian (USA edition) sposta il fuoco sulla trasparenza investigativa: i nuovi file del Dipartimento di Giustizia indicano che il ranch di Zorro, in New Mexico, non sarebbe stato perquisito nel 2019, nonostante le accuse di abusi a Jeffrey Epstein. A incorniciare il tema del potere coercitivo, The Globe and Mail descrive a Minneapolis arresti degli agenti federali statunitensi che “assomigliano a rapimenti”, con veicoli non contrassegnati e modalità aggressive.

I registri nazionali qui divergono: USA TODAY adotta un tono empatico e comunitario, raccontando dal basso e attraverso volti e luoghi; The Guardian (USA edition) insiste sull’accountability istituzionale e sulla scia documentale; The Globe and Mail guarda agli Stati Uniti dall’esterno, mettendo l’accento sugli effetti sociali dell’irrigidimento migratorio e sulle sue implicazioni per i diritti. In Brasile, O Globo inserisce il tema della sicurezza in chiave interna, raccontando l’espansione del Comando Vermelho a Paraty e il clima di paura che ne deriva. Il filo rosso è la domanda di responsabilità pubblica, ma con lenti diverse: negli Stati Uniti la battaglia per la verità giudiziaria e la sicurezza di comunità benestanti, in Canada la preoccupazione per gli eccessi esecutivi a sud del confine, in Brasile l’ordine pubblico nei territori.

Economia, fisco e macchina dello Stato

Se si guarda all’America del Sud, l’urgenza economica domina. Clarín apre con il nuovo “blanqueo” fiscale: una legge che semplifica procedure, riduce la prescrizione dei reati di evasione e prevede, sotto certe soglie di deposito, esenzioni complete, con l’obiettivo dichiarato di riportare dollari nel circuito e riattivare l’economia. Sempre su Clarín, il FMI chiede spiegazioni al governo per lo stop al nuovo indice dei prezzi e la conseguente uscita di Marco Lavagna dall’Indec: un promemoria su quanto l’affidabilità statistica sia questione di credibilità internazionale. In Brasile, Folha de S.Paulo racconta che la nuova fila nazionale dell’INSS non dà priorità ai malati gravi - «A fila respeita a ordem», argomenta il governo - mentre prepara il terreno alla probabile approvazione di Angra 3 dal ministero della Fazenda, tra costi affondati e sicurezza energetica. O Globo, dal canto suo, mette in prima la ristrutturazione dei debiti: 22 Stati hanno aderito al nuovo programma, e per 17 la correzione sarà ancorata solo all’inflazione, con contropartite su istruzione tecnica e un dibattito aperto sul trasferimento di oneri alla Unione.

Spostando lo sguardo a Nord, The Globe and Mail offre un’agenda più politica che contabile: i colloqui informali tra il premier dell’Ontario Doug Ford e il primo ministro Mark Carney sulla possibilità di elezioni anticipate rivelano l’ansia per “stabilità” e mandati chiari in tempi incerti, mentre sul fronte difesa il giornale anticipa che i nuovi sottomarini canadesi richiederanno equipaggiamenti aggiuntivi per operare sotto i ghiacci artici. La differenza con Sudamerica e Argentina è netta: lì l’urgenza è far quadrare conti pubblici e servizi essenziali in presenza di vincoli duri; in Brasile si bilanciano promesse sociali (pensioni, accesso) e scelte infrastrutturali (nucleare) con margini fiscali stretti; in Canada la preoccupazione è la capacità di progetto - dal mandato politico all’industria della difesa - in un quadro macro più solido. Il contrasto evidenzia come, nelle prime pagine, “economia” significhi cose diverse a seconda del lato dell’Equatore.

Spettacoli di massa: Super Bowl, Olimpiadi e pre‑Carnevale

Tra Nord e Sud, le agende si ricompongono sui grandi eventi. The Globe and Mail celebra i Seahawks campioni del Super Bowl (“Talons out”), mentre prepara il terreno olimpico con il ritorno degli NHLer all’hockey dei Giochi e racconta le speranze di una nazionale carica di pressione. USA TODAY cavalca l’onda post‑partita con l’Ad Meter degli spot più amati e, tra gli sport invernali, mette in vetrina l’oro di Breezy Johnson in discesa e la caduta di Lindsey Vonn, raccontando il doppio volto del sogno americano ai Giochi. A Sud, Folha de S.Paulo e O Globo fotografano l’altro grande rito di massa: i megablocos di San Paolo e Rio, tra tradizione e caos, con il set inusuale del DJ Calvin Harris insieme all’Acadêmicos do Baixo Augusta e la città messa alla prova dalla pressione delle folle.

Clarín inserisce il tassello calcistico che dà la misura dell’umore argentino: la vittoria di Vélez su Boca e il record di Lautaro Martínez all’Inter sono richiami identitari che funzionano in parallelo al racconto economico di giornata. La differenza di tono è netta: negli Stati Uniti e in Canada lo sport è anche industria dello spettacolo e misura del soft power (dalla NFL alle Olimpiadi), in Brasile e Argentina la festa popolare - Carnevale e fútbol - resta un termometro sociale, con la logistica urbana e la sicurezza come variabili decisive. In tutte le piazze, la copertura segnala un bisogno comune di rituali collettivi capaci di sospendere, almeno per un giorno, le preoccupazioni su inflazione, debito o ordine pubblico.

Conclusione

La rassegna di oggi rivela priorità speculari: a Nord prevalgono domande di responsabilità - dalla giustizia penale ai confini, fino alla trasparenza nei casi storici come Epstein - e la politica si misura sul tema della stabilità e della proiezione strategica (The Globe and Mail). A Sud, la bussola resta l’economia reale: cassa pubblica, prezzi e qualità dei servizi (Folha de S.Paulo, O Globo, Clarín). Sullo sfondo, i grandi eventi - Super Bowl, Olimpiadi, Carnevale - fanno da cerniera emotiva del continente. E se USA TODAY e The Guardian (USA edition) insistono sul volto umano e sull’accountability dei casi di cronaca, i brasiliani e gli argentini ricordano che il modo in cui uno Stato incassa, spende e organizza dice, ogni giorno, chi verrà protetto per primo.