Introduzione

Le prime pagine americane di oggi convergono su tre grandi fili narrativi: l’annuncio di Donald Trump di alzare al 15% i dazi globali, i conflitti e gli scandali che investono la sfera giudiziaria e istituzionale in diversi Paesi, e l’emergenza sicurezza/ambiente declinata in chiave locale. Clarín, il popolare quotidiano argentino, e La Nación, lo storico giornale di Buenos Aires, danno forte rilievo all’inasprimento tariffario statunitense e al braccio di ferro con la Corte Suprema. In Brasile, Folha de S.Paulo, uno dei principali quotidiani del Paese, insiste sullo stesso tema con taglio istituzionale, mentre in Messico El Universal, il grande quotidiano di Città del Messico, apre su dossier interni di salute pubblica e sicurezza ma non trascura l’impatto dei dazi.

Il quadro continentale mette in luce divergenze Nord-Sud: nei Paesi del Cono Sud dominano le tensioni tra poteri dello Stato e le riforme giudiziarie, in Messico spiccano violenza e accountability delle forze dell’ordine, mentre in Brasile la copertura alterna approfondimento politico-economico e agenda culturale. O Globo, grande quotidiano di Rio, presenta oggi una copertina promozionale incentrata sul Carnevale, e O Estado de S. Paulo propone una vetrina sul turismo: scelte editoriali che, accanto all’analisi di Folha de S.Paulo, segnalano una giornata in cui la cronaca dura convive con il racconto degli eventi.

Dazi USA e ricadute continentali

Folha de S.Paulo colloca il tema in cima all’agenda internazionale: “Trump afferma che vai aumentar tarifa global de 10% para 15%”, spiegando che l’aumento scatta martedì e arriva dopo la decisione della Corte Suprema di abbattere gran parte delle sovratasse varate nel 2025. La testata brasiliana affianca all’articolo un editoriale che ammonisce sulle prerogative presidenziali, con il titolo secco: “Trump pode muito mas não pode tudo”. In Argentina, Clarín sottolinea la sfida aperta all’alta Corte e la brusca sequenza delle mosse - prima il 10%, poi il 15% - enfatizzando l’inevitabile conflitto istituzionale. La Nación inquadra l’aspetto economico-diplomatico e aggiunge un dettaglio rilevante per il pubblico locale: Argentina e altri partner commerciali sarebbero esentati, riducendo dunque l’impatto diretto.

Il trattamento messicano è più defilato ma presente: El Universal registra l’aumento dei dazi al 15%, mentre mantiene il fuoco sulla cronaca nazionale. Questa asimmetria rivela le priorità: dove la proiezione export verso gli Stati Uniti è sensibile ma mediata da altre urgenze interne (come in Messico), la notizia resta importante ma non monopolizza la prima pagina. In Argentina, invece, Clarín e La Nación leggono la mossa di Washington come test istituzionale e segnale macroeconomico, con sfumature diverse: la prima spinge sull’attrito politico, la seconda calibra l’attenzione sulle eccezioni e i canali ufficiali. Folha de S.Paulo, forte di un’abituale attenzione al quadro normativo, costruisce un racconto che intreccia diritto, poteri dello Stato e ricadute commerciali per il Brasile.

Giustizia e potere: cornici a confronto

Nel Cono Sud, il tema giudiziario è il secondo grande filo comune. Clarín apre su “Con la riforma, la Corte amplia il suo potere sui conflitti del lavoro”, spiegando che la nuova legge renderà vincolanti per i tribunali del lavoro i criteri della Corte Suprema, con possibili rimozioni in caso di inosservanza: un netto rafforzamento verticale del precedente. La Nación, in parallelo, mette in evidenza lo scandalo che tocca l’AFA: il giudice Carlos Mahiques avrebbe festeggiato il compleanno nella villa al centro dell’inchiesta sulla proprietà legata al dirigente Pablo Toviggino; interrogato, smentisce e poi sibila: “¿cuál sería el inconveniente?”. Folha de S.Paulo guarda a casa propria con un lungo pezzo su “Como o STF virou mais supremo do que tribunal”, riflettendo su come il Supremo si sia impigliato in una crisi di imparzialità, e aggiunge un’inchiesta sulle tensioni tra toghe e governo per indagini su funzionari fiscali.

La gamma dei toni è ampia: l’approccio di Clarín è pragmatico e conflittuale, attento all’impatto immediato sulle controversie del lavoro e ai rapporti di forza tra magistrature; La Nación incrocia cronaca giudiziaria e analisi politica sul “piano libertario” di Javier Milei, legando scandali e riforme. Folha de S.Paulo adotta una chiave istituzionale e storica, quasi autocritica, sul ruolo esteso del STF nella vita politica. Anche El Universal contribuisce al quadro sulla responsabilità dello Stato con l’inchiesta sull’impunità nell’aggressione della Guardia Nacional a una civile, che dopo tre anni resta senza mandati di cattura: un promemoria che il problema non è solo il potere delle corti, ma la capacità delle istituzioni di garantire giustizia effettiva.

Sicurezza, violenza e ambiente

La prima pagina di El Universal è dominata da dossier di sicurezza e salute pubblica. Da un lato l’allarme per i “ponchallantas” - chiodi e spuntoni usati da gruppi criminali per assalti e per bloccare inseguimenti - ormai diffusissimi sulle strade e online, con sequestri record nel 2025. Dall’altro, le denunce di danni alla salute per emissioni della raffineria Dos Bocas a Paraíso, Tabasco: i residenti parlano di malattie e livelli di inquinamento elevati, con Pemex che promette monitoraggi mentre ambientalisti rilevano indici alti. In Argentina, La Nación racconta un complotto sventato: da un carcere si pianificavano omicidi eccellenti, bersagliando ministro della Sicurezza, un giudice e un procuratore federale.

Folha de S.Paulo illumina un’altra faccia della violenza di genere, con un’analisi sugli orfani dei femminicidi: almeno 4.116 minori e persone con disabilità rimasti senza sostegno dal 2023, nonostante una legge per la pensione minima sia stata regolamentata nel 2025 ma resti poco conosciuta. Clarín porta lo sguardo oltre confine, con la “Vigilia por los presos en Caracas”: nonostante l’annuncio di 80 liberazioni, i familiari degli oppositori del regime di Nicolás Maduro proseguono lo sciopero della fame, chiedendo accelerazioni e garanzie. Nel complesso emerge un’America Latina dove sicurezza pubblica, diritti umani e impatti ambientali sono linee intrecciate: strade insicure, carceri al centro di trame criminali, violenza domestica con costi sociali duraturi, e territori che scontano gli effetti di grandi opere energetiche.

Conclusione

La giornata raccontata dalle prime pagine mostra un continente in cui la decisione commerciale di Washington detta il titolo d’apertura, ma sono la resilienza delle istituzioni e l’urgenza sociale a governare la gerarchia delle notizie. Clarín e La Nación privilegiano il duello tra poteri e le riforme interne, Folha de S.Paulo intreccia politica, diritto e società, mentre El Universal dà priorità a sicurezza e ambiente. Le copertine promozionali di O Globo e O Estado de S. Paulo segnalano, per contrasto, che l’agenda culturale ed economica può prendersi la scena anche nei giorni di tensione internazionale. Nord e Sud, oggi, si incontrano nei dazi e si dividono nelle emergenze: per alcuni contano le regole del gioco, per altri la protezione dei cittadini e dei territori.