Introduzione

Le prime pagine americane, da Nord a Sud, oggi si dividono tra allarmi geopolitici, scontro sul futuro dell’intelligenza artificiale e grandi partite istituzionali interne. The Wall Street Journal, il quotidiano economico statunitense, e The Globe and Mail, il principale quotidiano canadese, mettono in evidenza l’escalation tra Pakistan e Afghanistan, definita “open war” in titoli che risuonano oltre i confini regionali. Sul fronte tecnologico, The Guardian (USA), edizione statunitense del quotidiano britannico, e ancora The Wall Street Journal, aprono sullo stop del governo americano all’uso di Anthropic e sui dubbi federali intorno a Grok di xAI.

Nel Cono Sud prevalgono le questioni domestiche: in Brasile, Folha de S.Paulo, il maggiore giornale brasiliano, O Estado de S. Paulo, storico quotidiano paulista, e O Globo, il grande giornale di Rio, convergono sul caso Toffoli e sul ripensamento del governo sulle tariffe d’importazione di elettronica; in Argentina, Clarín, il principale quotidiano argentino, celebra il via libera alla riforma del lavoro del governo Milei. Il Nord guarda a sicurezza e tecnologia, il Sud a giustizia e mercato del lavoro, con il Canada che fa da cerniera economica riflettendo sull’impatto globale dei dazi USA.

Geopolitica e rischio escalation

The Wall Street Journal apre con “Pakistan Calls Conflict With Afghans ‘Open War’”, corredando il titolo con immagini di personale talebano in allerta e dettagli su raid e tensioni lungo il confine. The Globe and Mail rilancia la stessa cornice con “PAKISTAN STRIKES AFGHANISTAN IN ‘OPEN WAR’ WITH TALIBAN”, confermando il peso della crisi nella gerarchia delle notizie canadesi. In Brasile, O Estado de S. Paulo porta in prima il bilancio rivendicato da Islamabad e inserisce l’episodio nel quadro internazionale, mentre The Guardian (USA) tiene il riflettore sulla regione più ampia del Medio Oriente legando le mosse di Washington al dossier Iran. Anche O Globo segnala l’invito di vari Paesi, inclusi gli USA, ai propri cittadini a lasciare l’area, segno di una percezione di rischio che si allarga.

Le angolature nazionali rivelano priorità differenti: la stampa statunitense come The Wall Street Journal punta al lessico di crisi e alla catena decisionale di Washington, mentre The Globe and Mail ne misura l’impatto nel contesto di sicurezza globale caro al Canada. O Estado de S. Paulo inserisce la notizia in un mosaico internazionale ma senza trasformarla nel tema del giorno, segnalando una distanza editoriale rispetto al Nord. The Guardian (USA) sposta l’asse sull’eventuale intervento americano in Iran, enfatizzando le contraddizioni politiche interne: l’eco è quella di una regione in cui più focolai si intrecciano. La parola chiave resta “open war”, icastica e allarmante, ma calibrata in modo diverso da redazione a redazione.

L’intelligenza artificiale tra sicurezza, lavoro e mercato

Sulle tecnologie, The Wall Street Journal dà il colpo di gong con “U.S. Halts Use of Anthropic AI” e, a fianco, con l’inchiesta “Agencies Raise Alarm About Use of Grok”, che documenta i dubbi di agenzie federali sulla sicurezza degli strumenti di xAI. The Guardian (USA) fa del medesimo stop ad Anthropic il titolo d’apertura e lo lega al braccio di ferro politico a Washington. Dall’America Latina, Clarín mette l’accento sull’impatto occupazionale: la decisione di Jack Dorsey di sostituire con l’IA circa metà del personale di Block racconta un’AI come forza dirompente nel lavoro. In Brasile, O Estado de S. Paulo propone una lettura business-friendly: “a IA vai melhorar gestão e lucro do varejo”, un’aspettativa di efficienza più che un allarme.

I toni oscillano tra cautela regolatoria e ottimismo economico. Negli USA, The Wall Street Journal sottolinea l’ordine presidenziale netto — “We don’t need it” — come segnale di rottura con un fornitore chiave, mentre The Guardian (USA) interroga le basi etiche e di sicurezza del dispiegamento pubblico dell’AI. In Argentina, Clarín lega la trasformazione tecnologica alle catene di comando del capitalismo delle piattaforme, suggerendo che l’AI sia ormai leva di ristrutturazioni profonde. In Brasile, O Estado de S. Paulo e, più in generale, O Globo nelle sue pagine culturali e d’opinione, raccontano un Paese che discute l’AI come strumento d’innovazione, ma che intuisce anche i tormenti sociali legati alla transizione. In controluce, The Globe and Mail ospita curiosità e scetticismo di consumo sull’AI applicata alla vita quotidiana, ricordando che la partita non è solo militare o industriale.

Istituzioni, giustizia e riforme in Sudamerica

Sul versante istituzionale, il Brasile domina il flusso: Folha de S.Paulo titola sulla decisione del ministro Gilmar Mendes di sospendere la rottura dei sigilli della società Maridt, della famiglia Toffoli, definendo “invasiva” l’iniziativa della CPI. O Estado de S. Paulo amplia i retroscena giuridici, parlando di manovra processuale e di scontro di poteri, mentre O Globo mette l’accento sulla reazione immediata del Supremo, incrociando il tema con l’inchiesta sugli accessi illeciti a dati di parenti di togati. In parallelo, Folha de S.Paulo e O Globo registrano il dietrofront del governo sull’aumento dei dazi all’import di notebook e smartphone, segno che la pressione dell’industria e dell’opinione pubblica pesa.

In Argentina, Clarín celebra l’approvazione della riforma del lavoro voluta da Javier Milei, definendola “la mayor modificación” in decenni: indennità ridotte, vacanze divisibili, straordinari rivisti e incentivi ai contratti per impresa. La stessa svolta trova eco anche nelle note internazionali del The Wall Street Journal, che segnala l’avanzamento legislativo. Il contrasto con il Nord è netto: mentre negli USA si discute di regole per l’AI e di sicurezza aeroportuale, il Sudamerica rimette mano a architravi del patto sociale e alla responsabilità penale giovanile. Folha de S.Paulo, O Estado de S. Paulo e O Globo, insistendo sulla dialettica tra magistratura e Parlamento, mostrano una stampa concentrata sullo stato di diritto e sulla tenuta delle istituzioni.

Conclusione

Il panorama di oggi racconta un continente sdoppiato: il Nord, con The Wall Street Journal e The Guardian (USA), è catturato dall’intersezione tra tecnologia e sicurezza e da crisi esterne con potenziale di escalation; il Sud, guidato da Folha de S.Paulo, O Estado de S. Paulo, O Globo e Clarín, sonda la resilienza delle proprie istituzioni e la ricalibratura del lavoro. The Globe and Mail funge da ponte, misurando gli effetti sistemici dei dazi USA e seguendo la crisi Pakistan-Afghanistan con occhio da potenza media. Perfino gli sguardi su Messico e Caraibi — la calma tesa a Puerto Vallarta o la crisi energetica cubana letta da Clarín — segnalano che le tensioni si rifrangono lungo linee economiche e sociali, non solo militari. L’insieme restituisce priorità divergenti ma complementari: un’America che si interroga su come combattere “le guerre di domani” e un’altra che ridefinisce le regole per vivere e lavorare oggi.