Introduzione
Le prime pagine dell’Asia-Pacifico oggi si dividono tra una rinnovata attenzione alla diplomazia economica con gli Stati Uniti e una serie di allarmi di sicurezza che attraversano l’Est e il Sud dell’Asia fino al Golfo. China Daily, autorevole testata di Pechino e Hong Kong, mette in risalto la telefonata tra Xi Jinping e Donald Trump e il lancio dell’“Anno dell’amicizia Cina-Laos”, segnali di continuità e pragmatismo. The Straits Times, quotidiano di riferimento di Singapore, fa eco al tono positivo sui rapporti sino-americani ma sottolinea che restano due questioni spinose: Taiwan e terre rare.
In India, The Indian Express e The Hindu spingono sul fronte commerciale con l’imminente primo pacchetto dell’accordo India-USA annunciato dal ministro Piyush Goyal. Ma le cronache interne non mancano: The Hindu apre sull’esplosione in una miniera illegale di carbone nel Meghalaya e sui disordini in Manipur, mentre il South China Morning Post, autorevole giornale di Hong Kong, dedica l’apertura all’inchiesta sul rogo di Tai Po che ha svelato falle “inaccettabili”. Nel frattempo, dal Medio Oriente arrivano segnali di dialogo: Arab News annuncia colloqui USA-Iran a Mascate, e Gulf News e Khaleej Times riportano la ripresa dei contatti militari USA-Russia e uno scambio di prigionieri ad Abu Dhabi.
Diplomazia e commercio: tra distensione e attriti
China Daily enfatizza la necessità di “azioni tangibili” per consolidare il consenso emerso nella telefonata Xi-Trump, con l’agenda del 2026 (APEC a Pechino, G20 negli USA) come quadro per stabilizzare la relazione e fissare traguardi misurabili. The Straits Times riprende il clima costruttivo ma ricorda che Taiwan resta la “prima linea rossa” per Pechino e segnala la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento legate alle terre rare. In parallelo, The Indian Express descrive un’India determinata a cogliere finestre di mercato: un primo “tranche” dell’intesa con Washington dovrebbe portare presto a tagli tariffari tramite ordine esecutivo USA. The Korea Herald, dal canto suo, fotografa l’urgenza di Seul: un pannello parlamentare bipartisan per accelerare una legge sugli investimenti US-bound, nel tentativo di disinnescare minacce tariffarie.
Sul versante australiano, The Australian offre un contrappunto: tensioni con Bruxelles rischiano di far saltare un accordo commerciale UE-Australia se non arrivano concessioni sostanziali su carne bovina e ovina. Mentre China Daily e The Straits Times parlano di de-escalation mirata tra le due maggiori economie del mondo, The Australian mette in copertina l’idea che “nessun accordo è meglio di un cattivo accordo” per l’agroindustria nazionale. Il quadro regionale, dunque, è duplice: distensione tattica con Washington e Pechino, ma con molte capitali — da Nuova Delhi a Seul e Canberra — impegnate a negoziare duramente sui dettagli.
Sicurezza strategica: l’eco del trattato scaduto e i dialoghi nel Golfo
Il tema della sicurezza torna prepotente a Nord-Est: Mainichi Shimbun, storico quotidiano giapponese, evidenzia la scadenza dell’ultimo trattato di controllo degli armamenti nucleari tra USA e Russia, aprendo scenari di nuova corsa agli armamenti. The Korea Times traduce quella preoccupazione nella chiave coreana: il venir meno di paletti tra le grandi potenze potrebbe legittimare Pyongyang ad accelerare il proprio programma, alimentando un possibile “effetto domino”. Sullo sfondo, The Korea Herald segnala anche la corsa di Seul a misure legislative per evitare dazi: segno di quanto sicurezza economica e militare si intreccino.
Dal Medio Oriente arrivano due messaggi paralleli. Arab News annuncia colloqui USA-Iran a Mascate focalizzati sul nucleare, con Washington intenzionata a spingere l’agenda oltre, verso missili e proxy. Gulf News riferisce della ripresa dei contatti militari diretti USA-Russia ad Abu Dhabi, dopo anni, insieme a uno scambio di prigionieri Russia-Ucraina mediato negli Emirati; Khaleej Times parla addirittura di “progressi”. Nel complesso, mentre Mainichi Shimbun e The Korea Times descrivono una cornice più instabile dopo la fine del trattato, la stampa del Golfo segnala tentativi di ridurre i rischi attraverso piattaforme neutrali di dialogo.
Governance e sicurezza domestica: i costi umani delle falle di sistema
The Hindu documenta uno dei peggiori incidenti minerari del Meghalaya dal 2012: 18 morti in una miniera illegale “rat-hole”, nonostante il divieto del NGT del 2014. L’editoriale fotografico “Deep death traps” ricostruisce la sequenza di incidenti, mentre attivisti accusano complicità locali che permetterebbero di aggirare i divieti. In parallelo, The Indian Express riprende la vicenda e inserisce il tutto in una giornata politica segnata dallo scontro in Parlamento e dal focus sulla spinta agli scambi con gli USA: due dimensioni — la governance economica e quella regolatoria — che raramente si parlano ma oggi si sovrappongono sulla pagina.
A Hong Kong, il South China Morning Post riaccende i riflettori sulla gestione del rischio edilizio: l’inchiesta indipendente sul rogo di Wang Fuk Court, con 168 vittime e migliaia di sfollati, avrebbe individuato indizi di falle “inaccettabili” nella filiera di ristrutturazione, dall’uso di materiali infiammabili alle responsabilità di progettisti e gestori. Mentre SCMP chiede di “individuare e chiamare a rispondere i responsabili”, in India The Hindu racconta anche le tensioni comunitarie in Manipur — con il boicottaggio Kuki-Zo verso deputati tribali entrati nel governo — segnalando che la fragilità istituzionale non è solo tecnica ma anche politica.
Conclusioni
La rassegna di oggi mostra un’Asia-Pacifico che muove passi di distensione con Washington — come raccontano China Daily e The Straits Times — ma senza smobilitare le difese: Mainichi Shimbun e The Korea Times ricordano che l’architettura del controllo degli armamenti è più fragile, mentre Arab News, Gulf News e Khaleej Times fotografano sforzi di riduzione del rischio attraverso la diplomazia del Golfo. Sul fronte interno, The Hindu e il South China Morning Post riportano un costo umano che impone riforme sulla sicurezza e sulla trasparenza. In mezzo, The Indian Express e The Australian suggeriscono una priorità condivisa: usare il commercio come strumento di resilienza — purché le condizioni siano accettabili. L’impressione è di un’area che cerca equilibrio tra apertura e cautela, con opinioni pubbliche sempre più esigenti su sicurezza, responsabilità e risultati concreti.