Introduzione
Le prime pagine dell’Asia-Pacifico oggi si concentrano su tre assi principali: sicurezza regionale, ribilanciamenti economico-energetici e modernizzazione urbana/tecnologica. In India, The Hindu (edizione di Delhi e International) e The Indian Express mettono in apertura l’attentato suicida alla moschea sciita di Islamabad, con almeno 31 vittime e 169 feriti, incorniciandolo in una più ampia preoccupazione per la stabilità del vicino Pakistan. In parallelo, le stesse testate indiane evidenziano il calo delle importazioni di petrolio russo e l’aumento della quota statunitense, segnale di un riposizionamento energetico sotto osservazione politica a New Delhi e a Washington.
Nell’Est asiatico, China Daily e China Daily (Hong Kong) insistono sulla continuità tra l’eredità di Pechino 2022 e i Giochi di Milano-Cortina, ma soprattutto sul “graduale riequilibrio” del commercio sino‑statunitense. A Hong Kong, il South China Morning Post privilegia il piano trasporti che introduce piattaforme di ride‑hailing autorizzate e promuove veicoli autonomi, mentre in Giappone il Mainichi Shimbun guarda al voto nazionale con l’inflazione e lo yen debole in primo piano. Nel Sud-Est asiatico, The Straits Times apre sull’emergenza morbillo e, sul piano diplomatico, ribadisce la linea ASEAN su Myanmar. Dal Medio Oriente, Arab News segnala segnali di disgelo tecnico tra Iran e Stati Uniti e un intesa tra Libano e Siria sui detenuti, che riflettono dossier con riverberi regionali.
Energia e commercio: l’India si riposiziona, la Cina ricalibra
The Hindu (Delhi) e The Hindu (International) guidano la lettura del dato-chiave: le importazioni di greggio dalla Russia dell’India scendono al minimo in 38 mesi, al 24,9% in dicembre 2025, mentre crescono quelle dagli Stati Uniti. The Indian Express collega il trend alle affermazioni della Casa Bianca su possibili tagli tariffari in cambio dell’azzeramento del greggio russo, che New Delhi non conferma, preferendo parlare di “diversificazione” e di valutazioni su costi di trasporto e sconti. La duplice copertura indiana, molto numerica e pragmatica, presenta la scelta come risposta a “dinamiche obiettive di mercato” più che a un riallineamento politico dichiarato.
China Daily e China Daily (Hong Kong) inquadrano lo scenario globale dal lato cinese: non un “decoupling”, ma una “ribilanciatura graduale” degli scambi con gli Stati Uniti, resa più complessa da dazi, restrizioni tecnologiche e incertezza geopolitica. Le due edizioni citano possibili convergenze su energia e agroalimentare e descrivono il capitolo semiconduttori come “il più contenzioso”, con regole negoziate “generazione per generazione”. Il South China Morning Post, in controluce, ricorda il pragmatismo commerciale di Pechino segnalando che i legami con Mosca non bloccano gli interscambi con l’Ucraina, un dettaglio che rafforza l’idea di catene globali ancora intrecciate.
Sul piano interpretativo, la stampa indiana — The Hindu e The Indian Express — usa un registro tecnocratico e difensivo: enfatizza rotte e prezzi (“sconti”, “distanze”), tenendo il dossier politico a margine. China Daily, al contrario, teorizza il nuovo equilibrio come esito strutturale, minimizzando l’idea di una rottura e lasciando aperti canali selettivi. Il South China Morning Post amplifica questa impostazione con toni da “realpolitik economica”. In sintesi, il filo rosso regionale è un riassetto non ideologico ma vincolato da logistica, sanzioni e tecnologie: “ribilanciare, non recidere”.
Sicurezza e ordine regionale: Islamabad, Myanmar e segnali di dialogo
The Indian Express e The Hindu danno massima visibilità all’attentato di Islamabad, insistendo sull’efferatezza dell’esplosione durante la preghiera del venerdì e sull’assenza di rivendicazioni immediate. The Hindu (International) aggiunge una coda diplomatica: il respingimento secco da parte indiana di ogni accusa di coinvolgimento, a fronte di dichiarazioni politiche in Pakistan. Il lessico è sobrio, con attenzione a numeri e dinamiche settarie, e una sola concessione al pathos (“crimine odioso” come definizione ufficiale del governo pakistano).
The Straits Times, da Singapore, allarga il quadro della sicurezza regionale su due piani: interno-sanitario, con l’isolamento obbligatorio per il morbillo a fronte di un aumento dei casi; e geopolitico, con la riaffermazione della linea ASEAN su Myanmar: niente riconoscimento dell’esito elettorale finché non cessa la violenza e rilancio del negoziato per il Codice di condotta nel Mar Cinese Meridionale con cadenza mensile. Arab News porta in pagina due tasselli mediorientali con implicazioni per gli equilibri asiatici: colloqui indiretti Iran‑USA a Muscat, definiti in “atmosfera positiva”, e l’intesa Libano‑Siria sui rimpatri dei detenuti, segno di aggiustamenti tattici nella regione.
Le angolature divergono: The Indian Express e The Hindu guardano al rischio immediato d’instabilità in Pakistan e al riflesso sui rapporti bilaterali con l’India, evitando speculazioni. The Straits Times privilegia l’architettura regionale — ASEAN come cornice normativa su Myanmar e spinta al negoziato sul COC con la Cina — e assume un tono “manutentivo” delle regole. Arab News sceglie un registro di cauto ottimismo su dossier negoziali (Iran‑USA), coerente con interessi di stabilità. Il tratto comune è la ricerca di “contenimento” più che escalation: “cessazione della violenza” resta la condizione-chiave evocata in ASEAN e il sottotesto dei pezzi indiani.
Modernizzazione, tecnologia e soft power: città smart, voto giapponese e Olimpiadi
Il South China Morning Post dedica l’apertura cittadina al varo di un blueprint dei trasporti che legalizza piattaforme di ride‑hailing entro il quarto trimestre, rafforza i test sui veicoli autonomi e promette sistemi “smart” di gestione del traffico. È una narrazione pro-innovazione e allineata al Quindicesimo Piano quinquennale cinese, con enfasi su “servizi personalizzati punto‑punto” e sulla regia del governo cittadino. China Daily, per parte sua, affianca a questo quadro l’uso dello sport come leva di soft power: l’“eredità” di Pechino 2022 avrebbe creato in Cina una base di pubblico e impianti che sostiene l’interesse globale per Milano‑Cortina.
Il Mainichi Shimbun interpreta la modernizzazione in chiave politica: alla vigilia del voto nazionale, il tema dominante è come affrontare “yen debole e carovita”, mentre in economia reale pesa lo scandalo di contabilizzazioni fittizie nel perimetro KDDI e il cambio al vertice di Toyota. In Australia, The Australian prende una direzione ancora diversa: l’editoriale economico mette sotto i riflettori il botta e risposta tra la governatrice della RBA e il Tesoro su spesa pubblica e inflazione, mentre un’inchiesta sul ricorso all’IA nelle università denuncia il rischio di una generazione “lobotomizzata dall’IA”.
Qui emergono tre stili nazionali. Il South China Morning Post adotta un tono prospettico, quasi da policy paper, sulla città connessa; China Daily piega la modernizzazione anche alla dimensione reputazionale internazionale tramite sport e grandi eventi; il Mainichi Shimbun resta ancorato alla responsabilità politica e aziendale in un clima elettorale; The Australian privilegia il conflitto d’idee e le ricadute sociali della tecnologia. In comune, l’idea che la modernizzazione sia ormai inseparabile da governance, fiducia pubblica e capacità regolatoria.
Conclusione
Il mosaico odierno dell’Asia‑Pacifico, letto attraverso The Hindu, The Indian Express, China Daily, South China Morning Post, Mainichi Shimbun, The Straits Times, Arab News e The Australian, mette in fila tre priorità: contenere i rischi alla sicurezza senza incendiare i dossier aperti; ribilanciare energia e commercio dentro vincoli geopolitici e tecnologici; governare una modernizzazione che va dai trasporti smart allo sport come soft power, fino alla qualità dell’istruzione nell’era dell’IA. Tono e cornici variano per area — tecnocratico in India, strutturale in Cina, regolatorio a Singapore, polemico e investigativo in Australia — ma il filo che unisce le prime pagine è la ricerca di stabilità e credibilità in un contesto di incertezza prolungata.