Introduzione
Dalle prime pagine dell’Asia-Pacifico emergono tre fili rossi: la centralità della sicurezza nazionale a Hong Kong, la corsa a regolamentare l’intelligenza artificiale e i dati, e un’intensa diplomazia tra Pacifico e Medio Oriente con l’Australia al centro. La South China Morning Post, autorevole quotidiano di Hong Kong, e China Daily, organo vicino a Pechino, aprono sulla nuova linea sulla sicurezza per la città, innescando un dibattito regionale su libertà e stabilità. In parallelo, The Hindu (Delhi), il principale quotidiano indiano, mette in cima l’obbligo di etichettare i contenuti IA, mentre The Straits Times, il giornale di riferimento di Singapore, lega l’upgrade della crescita proprio al boom degli investimenti in IA.
Sul fronte geopolitico, The Australian, quotidiano nazionale di Canberra, mette in scena la visita del presidente israeliano Isaac Herzog e la risposta del premier Anthony Albanese alle proteste, mentre The Jerusalem Post e Haaretz riflettono tensioni e priorità israeliane su Iran e Cisgiordania. In Nord-Est asiatico, The Korea Herald e The Korea Times segnalano rispettivamente il nuovo posizionamento di Tokyo dopo la vittoria di Sanae Takaichi e un maxi-data breach di Coupang: l’intreccio tra economia, tecnologia e sicurezza attraversa tutta la regione.
Hong Kong e la sicurezza nazionale
La South China Morning Post titola con forza sul white paper di Pechino: salvaguardare la sicurezza a Hong Kong è una «missione di lungo periodo», mentre il Chief Executive John Lee mette in guardia contro il «soft resistance». China Daily (Hong Kong) riprende la stessa cornice, saldando il documento alla recente condanna di Jimmy Lai e presentando la sicurezza come presupposto per apertura e investimenti. Anche China Daily nell’edizione nazionale insiste sul ruolo della capitale nel guidare modernizzazione e stabilità, legando governance urbana e resilienza istituzionale. La convergenza è netta: tre testate diverse nella forma, ma allineate nel merito e nel linguaggio.
Il lessico usato - «scudo», «compito duraturo», «patrioti al governo» - segnala una ridefinizione delle priorità pubbliche in cui il perimetro della libertà viene subordinato alla protezione dell’ordine. La South China Morning Post, pur riportando fedelmente la linea di Pechino, lascia intravedere lo spazio della discussione sul bilanciamento tra sicurezza e diritti. Nello stesso ecosistema informativo, l’articolo della SCMP sui porti di Panama e gli interessi di Hong Kong aggiunge un tassello: la sicurezza è anche economica e contrattuale. «Stabilità come booster» è il messaggio chiave, ripetuto da China Daily, che fa da sfondo alla stagione pre-Capodanno lunare raccontata dalle stesse testate.
IA, dati e regole: l’altra competizione
The Hindu (Delhi) e The Hindu - International aprono sull’emendamento alle IT Rules: obbligo di etichettare i contenuti IA fotorealistici, rimozione in 2-3 ore per l’illegale e in 2 ore per deepfake sensibili, con la possibile perdita del safe harbour per le piattaforme inadempienti. La scelta indiana, sottolinea The Hindu, è accompagnata da definizioni più precise di “contenuto sintetico” e da un’accelerazione delle tempistiche per gli ordini di rimozione. The Straits Times collega invece la spinta regolatoria globale a un ciclo economico favorevole: Singapore alza la crescita 2026 al 2-4% e rivede al 5% il 2025, trainata da domanda di elettronica e capex IA. Qui l’IA è fattore di produttività ed export, non solo di rischio.
In Corea, The Korea Times mette in copertina l’altra faccia della trasformazione digitale: il governo conferma 33,67 milioni di record utente esfiltrati nel caso Coupang, parlando di «chiaro fallimento gestionale». The Korea Herald, nel suo “news briefing”, definisce il caso «il peggiore» per l’e-commerce del Paese, segnalando anche la vulnerabilità di chiavi di firma interne. Il contrasto con Singapore - dove l’IA è moltiplicatore di crescita - è netto e didattico: stessa tecnologia, esiti divergenti a seconda di regole, controlli e cultura della compliance. In India, sottolinea The Hindu, la scommessa è «etichettare per fiducia», una sintesi che prova a unire innovazione e tutela.
Tensioni e alleanze dal Pacifico al Golfo
The Australian concentra l’attenzione sul messaggio di Albanese accanto a Herzog: rispetto istituzionale, contrasto all’antisemitismo, e invito ad «abbassare la temperatura» del dibattito. The Jerusalem Post, dall’altra sponda, mette in cima l’incontro Netanyahu-Trump sui «principi» per i negoziati con l’Iran e l’eventualità di un secondo gruppo d’attacco navale USA, proiettando lo scenario in escalation controllata. Haaretz sposta il fuoco sul terreno: accuse dello Shin Bet alla polizia israeliana di non impegnare risorse contro il terrorismo ebraico in Cisgiordania e misure di governo che, secondo l’analisi, rendono l’“annessione” una realtà amministrativa. Tre angolature che insieme raccontano diplomazia, piazze e apparati.
Nella Penisola Arabica, Khaleej Times riferisce del canale di coordinamento regolare Emirati-Iran e ribadisce, per voce di un funzionario USA, l’opposizione di Trump all’annessione della Cisgiordania; Gulf News pone l’accento su sviluppo e soft power con il progetto desertico Al Layan Oasis e l’educazione digitale via Starlink. Arab News amplia il perimetro di rischio: 4.583 detenuti Daesh trasferiti dalla Siria all’Iraq e, soprattutto, un presunto campo segreto in Etiopia per addestrare miliziani RSF sudanesi. Nel frattempo in Nord-Est asiatico, avverte The Korea Herald, la “valanga” elettorale di Sanae Takaichi preannuncia un Giappone più assertivo, imponendo a Seul nuove scelte nel trilaterale con Washington e nel contenimento della Cina.
Conclusione
L’istantanea di oggi mostra una regione che cerca crescita nell’IA ma pretende nuove reti di protezione - legali, tecniche, politiche. China Daily e South China Morning Post legittimano una sicurezza “di lungo periodo” a Hong Kong; The Hindu punta su regole stringenti per l’IA; The Straits Times vede nel boom tecnologico una corsia di sorpasso economico; The Australian, The Jerusalem Post e Haaretz fotografano una diplomazia che si misura con piazze tese e minacce regionali. In filigrana, come nota The Korea Times nel caso Coupang e The Korea Herald sulla postura giapponese, resta la domanda centrale dell’Asia-Pacifico: come bilanciare apertura, tutela e potere in un ciclo che accelera più in fretta delle istituzioni.