Introduzione

Le prime pagine dell’Asia-Pacifico oggi convergono su tre filoni principali: la svolta politica in Bangladesh, lo sforzo di rafforzare sicurezza e capacità amministrativa nelle grandi città, e un aggiustamento del patto sociale fra Stato e cittadini. In Sudasia, The Hindu, storico quotidiano indiano, e The Indian Express mettono in apertura la vittoria a valanga del Bangladesh Nationalist Party guidato da Tarique Rahman, con una solida maggioranza parlamentare e un referendum che avalla riforme democratiche. L’esito elettorale è incorniciato anche nell’edizione internazionale di The Hindu e segnalato da China Daily come notizia di grande rilievo regionale.

Il secondo asse riguarda infrastrutture, controllo dei confini e ordine pubblico: il South China Morning Post, autorevole giornale di Hong Kong, annuncia un nuovo canale contactless con riconoscimento facciale per sveltire i passaggi alla frontiera e segue l’inchiesta anticorruzione dell’ICAC su maxi-appalti di manutenzione emersa dopo il devastante incendio di Tai Po. The Straits Times, principale testata di Singapore, anticipa un grande upgrade della linea NEL per prevenire blackout e racconta un’esercitazione anti-terrorismo all’università. Sullo sfondo, Arab News registra la persistenza di minacce in Medio Oriente, mentre The Australian ribattezza l’agenda interna con un cambio di leadership liberale e toni più duri su immigrazione e tasse.

Bangladesh: un voto che ridisegna gli equilibri

The Indian Express, il principale quotidiano indiano d’inchiesta, titola sul “ritorno” del BNP e sottolinea che Narendra Modi è stato il primo a congratularsi con Tarique Rahman, rimarcando però che i dossier Delhi-Dhaka restano “non semplici”. The Hindu dedica un’apertura ampia con numeri chiari (maggioranza di due terzi) e il dato del 60,2% a favore del pacchetto di riforme nel referendum nazionale, collocando la transizione entro il 17-18 febbraio. L’edizione internazionale di The Hindu riprende la cronologia del passaggio di consegne dall’esecutivo di transizione e il quadro istituzionale per un insediamento “giuridicamente solido”. China Daily segnala il risultato in testata come elemento chiave dell’agenda mondiale pur privilegiando, nelle pagine interne, cronache economico-sociali domestiche.

La differenza di tono è netta: The Indian Express incornicia il trionfo del BNP dentro una diplomazia immediata e prudente, evocando le incognite dei rapporti bilaterali, mentre The Hindu si concentra sulla sostanza numerica e istituzionale del cambiamento, enfatizzando legittimazione e tempistiche. China Daily mantiene un’attenzione più defilata, coerente con una giornata in cui spiccano il Capodanno lunare e la “vitalizzazione rurale”. Arab News, dal Golfo, inserisce la vittoria di Rahman nel flusso internazionale, confermando che l’eco del voto bangladese supera l’Asia meridionale ma non scalza, nelle sue priorità, i temi di sicurezza regionale.

Sicurezza e capacità dello Stato: dai confini ai binari

Il South China Morning Post pone l’accento su efficienza e controllo ai varchi: il nuovo e-channel con riconoscimento facciale promette uno sdoganamento in circa cinque secondi, risposta a un 2025 record con 335 milioni di transiti. Nella stessa prima pagina, il South China Morning Post documenta l’operazione “Lion Rock” dell’ICAC: 22 arresti, sospetti di corruzione e collusioni in appalti per oltre 200 milioni di HK$, sfondo del rogo di Wang Fuk Court che ha rivelato falle di governance nella manutenzione. The Straits Times, dal canto suo, dettaglia il piano per rinnovare il sistema di alimentazione della North East Line, accelerato dopo i disservizi del 2025, insieme a protocolli per recupero servizio, scorte di ricambi e uso di Google Maps per informare i passeggeri. Sul versante giudiziario indiano, The Hindu riferisce che la Corte Suprema chiede un rapporto di stato al CBI sui casi di violenza nel Manipur, focalizzandosi sulla tutela delle vittime e sul monitoraggio dei processi.

Qui emergono approcci diversi a un’unica urgenza — proteggere flussi e persone. Il South China Morning Post adotta un taglio tecnologico e investigativo, bilanciando narrativa di “smart border” con la fermezza anticorruzione. The Straits Times privilegia il pragmatismo ingegneristico: prevenire guasti, standardizzare la manutenzione, formare tecnici, fino alla gestione attiva delle informazioni ai viaggiatori. The Hindu porta l’attenzione sulla giustizia e sull’obbligo dello Stato di “portare a casa la colpa” degli imputati, mentre The Indian Express segnala sul fronte internazionale la confessione di Nikhil Gupta nel caso Pannun a New York, a ricordare come le frizioni transnazionali possano riverberarsi sulle relazioni India-Occidente.

Politiche sociali e riposizionamenti politici

In Giappone, Mainichi Shimbun apre su un tema concreto e sensibile: l’aumento delle tariffe per visite mediche — 190 yen per la prima visita, 70 yen per il controllo — e l’introduzione di una voce ad hoc per l’inflazione. In India, The Hindu mette in evidenza la mossa del Tamil Nadu: 5.000 rupie accreditate a 1,31 crore di capofamiglia donne nell’ambito del programma Kaalaignar Magalir Urimai Thittam, con la promessa di raddoppiare il sussidio mensile in caso di riconferma. China Daily, invece, costruisce una cornice positiva: il racconto della “vitalizzazione rurale” nei villaggi del Fujian e la spinta del turismo in entrata legato al Capodanno, come segnale di fiducia nella cultura tradizionale e nell’apertura.

All’estremo opposto, The Australian mette in copertina il cambio di passo del nuovo leader liberale Angus Taylor: agenda “Australians first”, taglio alla migrazione, difesa di valori nazionali e stop a nuove imposte sul carbonio, coniugati a liberalismo fiscale. Il contrasto è istruttivo: Mainichi Shimbun e The Hindu raccontano governi che usano la leva di tariffe e trasferimenti per gestire costo della vita e consenso sociale; China Daily privilegia un racconto di resilienza economica e soft power culturale; The Australian segnala una polarizzazione su identità, confini e spesa pubblica. Nel mezzo, The Indian Express fotografa anche la simbologia istituzionale con l’inaugurazione del nuovo complesso del PMO “Seva Teerth”, che parla di centralità dello Stato e di una burocrazia modernizzata.

Conclusioni

Il quadro che emerge oggi dall’Asia-Pacifico è quello di una regione che, tra urne e infrastrutture, cerca stabilità in tempi turbolenti. The Hindu e The Indian Express leggono nel voto del Bangladesh una finestra di opportunità ma anche di cautela diplomatica; il South China Morning Post e The Straits Times mostrano Stati che investono in tecnologia e procedure per garantire mobilità e sicurezza; Mainichi Shimbun e The Australian raccontano due traiettorie divergenti sul patto sociale. Sullo sfondo di China Daily, la narrativa di modernizzazione e di soft power culturale completa il mosaico. Priorità diverse, un denominatore comune: governare rischi e aspettative di società sempre più esigenti.