Introduzione

Le prime pagine dell’Asia-Pacifico si polarizzano oggi su tre assi: l’assertività tecnologica dell’India, la stagione del Capodanno lunare tra turismo e messaggi identitari nell’Asia orientale, e una fitta agenda di sicurezza interna e regionale dall’Australia al Medio Oriente. In India, The Hindu, il grande quotidiano nazionale, e The Indian Express, la testata di Delhi nota per l’attenzione alle politiche pubbliche, dedicano ampio spazio all’AI Impact Summit a New Delhi e alla narrazione governativa di un Paese pronto a guidare il “Global South” sull’intelligenza artificiale. In parallelo, South China Morning Post, autorevole giornale di Hong Kong, e China Daily, organo statale cinese (anche nella sua edizione di Hong Kong), aprono con l’atmosfera del Capodanno, tra boom del turismo e messaggi di “forza e ottimismo” attribuiti a Xi Jinping.

Sul fronte della sicurezza, The Australian mette in guardia su gruppi estremisti che si riorganizzano malgrado nuove leggi anti-odio, mentre le pagine israeliane di The Jerusalem Post e Haaretz riportano disordini interni e delicate scelte giudiziarie alle porte del Ramadan. Nel Golfo, Khaleej Times e Gulf News puntano su diplomazia e infrastrutture—dai colloqui Emirati-Qatar alle nuove soluzioni di mobilità a Dubai—con uno sguardo, però, anche ai negoziati sul nucleare iraniano.

IA e ambizioni digitali: l’India al centro e le sfumature regionali

The Indian Express mette il timbro: l’AI Impact Summit fa di New Delhi l’“epicentro” del dibattito globale su AI, con il Primo ministro che invita capitali e dati a insediarsi in India e l’apertura dell’India AI Impact Expo. The Hindu allinea il messaggio politico: l’India entra in una stagione di accordi commerciali “da una posizione di forza” e vuole un’AI “human-centric”, presentandosi come piattaforma del Sud globale. Dal Golfo arriva un’eco che rafforza la cornice indiana: Khaleej Times rilancia piani per una “data city” da 175 miliardi di dollari a Visakhapatnam, mentre Bill Gates fa tappa in Andhra Pradesh, segno che la traiettoria tecnologica indiana viene letta come nuova dorsale infrastrutturale regionale.

La cornice est-asiatica, però, aggiunge due sfumature. South China Morning Post segnala che Hong Kong corre sul turismo (arrivi +9,6% da inizio anno) e, insieme, prepara una stretta tecnologica con il possibile varo del riconoscimento facciale nei CCTV, a riprova di come “AI” significhi anche governance urbana e sicurezza. China Daily, nella giornata festiva, sovrappone all’innovazione un registro identitario: il messaggio di Xi per l’Anno del Cavallo—tra “forza” e resilienza—ricolloca l’AI dentro la strategia di sviluppo di qualità. Più a sud, The Straits Times, il principale quotidiano di Singapore, lega tecnologia e coesione: il premier Lawrence Wong richiama alla guida dei figli nell’uso dei media digitali e alla necessità di rinnovare attivamente l’armonia multietnica.

Sicurezza interna e geopolitica: strategie divergenti tra Australia e Medio Oriente

The Australian apre con toni d’allarme: dopo il giro di vite sull’odio, gruppi neonazisti e islamisti radicali troverebbero nuove forme di organizzazione “legali”, con l’intelligence in allerta. Sulla politica economico-climatica, il leader dell’opposizione bolla l’eventuale tariffa carbonio come “another carbon tax”, tema che intreccia credenziali di libero scambio e rapporti con Washington. In Israele, The Jerusalem Post porta in prima pagina il salvataggio di due soldatesse da una folla ostile a Bnei Brak, episodio condannato ai massimi livelli e sintomatico di fratture interne; in parallelo, il quotidiano rileva scetticismo condiviso da fonti statunitensi e israeliane sulle chance di un accordo nucleare USA-Iran alla vigilia dei colloqui di Ginevra.

Haaretz inserisce due tasselli rilevanti: l’intenzione della Procura di incriminare un colono per l’uccisione di un attivista palestinese—un atto raro nel contesto giudiziario della Cisgiordania—e l’allerta dell’IDF su potenziali escalation in West Bank con l’inizio del Ramadan, anche per via di restrizioni di accesso e difficoltà economiche. Nel Golfo, Khaleej Times offre l’angolo opposto, più diplomatico: Teheran sarebbe “aperta a compromessi” in cambio dell’alleggerimento delle sanzioni, con nuovo round di colloqui a Ginevra. Il quadro, nel suo insieme, mostra come la stampa australiana privilegi un approccio securitario di prevenzione interna, quella israeliana si concentri su ordine pubblico e cornice negoziale con l’Iran, e i media del Golfo mantengano un registro pragmatico, che non esclude aperture negoziali.

Capodanno lunare, turismo e coesione: identità in vetrina nell’Est asiatico

South China Morning Post racconta un Capodanno da “mega-eventi”: parate a Tsim Sha Tsui, fuochi su Victoria Harbour, ippica e calcio per un’agenda che sostiene l’exploit di arrivi (con alberghi medi a oltre il 90% di occupazione), mentre le autorità monitorano il rischio “overtourism”. China Daily—anche nella sua edizione di Hong Kong—amplifica il registro simbolico: il discorso di Xi per l’Anno del Cavallo, che evoca “strength and optimism”, viene presentato come bussola per sviluppo di alta qualità e stabilità sociale nel quinquennio del nuovo piano. In controluce emerge come la ripartenza turistica si intrecci con politiche di sicurezza smart (telecamere, analytics) e gestione dei flussi.

The Straits Times propone una nota diversa ma complementare: la coincidenza tra vigilia del Capodanno e l’avvio del Ramadan spinge il premier Wong a un richiamo alla coesione—un’armonia “costruita pazientemente” e da rinnovare, anche con politiche familiari e misure di mobilità sociale. L’Est asiatico, dunque, non si limita alla celebrazione; usa la vetrina del Capodanno per definire priorità post-pandemiche: attrarre visitatori, mostrare capacità organizzativa, ribadire messaggi di unità nazionale e manutenzione del patto sociale.

Tra commercio, vicinato e infrastrutture: gli altri fili regionali

In India, The Hindu e The Indian Express affiancano al dossier AI il racconto di una proiezione economica più ampia: accordi commerciali “da una posizione di forza” e un invito al settore privato a capitalizzare su infrastrutture e spesa in conto capitale. In chiave di vicinato, entrambi notano che il presidente della Lok Sabha Om Birla guiderà la delegazione indiana al giuramento del leader BNP Tarique Rahman a Dhaka, segno dell’attenzione di New Delhi alla transizione politica in Bangladesh in una settimana già densa di agende globali.

Sul versante arabo, Gulf News riprende la narrativa della città “intelligente” e in movimento: Dubai spinge su un tram senza rotaie, corsie dedicate per bus e taxi e obiettivi di riduzione dei tempi del 41%, con l’Autorità stradale a presentare l’intero piano come tassello di un ecosistema integrato e sostenibile. Khaleej Times, dal canto suo, incornicia il quadro con dati record sul trasporto pubblico (Metro al 37% dell’utenza) e un’agenda culturale e sociale che tiene alta la partecipazione civica, mentre sul piano diplomatico segnala i colloqui ad Abu Dhabi tra i leader di Emirati e Qatar.

Conclusione

L’istantanea odierna restituisce un’Asia-Pacifico che cerca di conciliare accelerazione tecnologica, ripresa dell’apertura sociale ed esigenze di sicurezza. The Indian Express e The Hindu leggono nell’AI un volano per la leadership del Sud globale; South China Morning Post e China Daily usano il Capodanno per rilanciare turismo, identità e fiducia; The Australian, The Jerusalem Post e Haaretz ricordano che coesione e ordine pubblico restano fragili, specie quando la geopolitica bussa alla porta. Nei Paesi del Golfo, Gulf News e Khaleej Times mostrano che infrastrutture smart e diplomazia pragmatica sono strumenti per stabilità e attrattività. Per i lettori italiani, il messaggio è chiaro: dietro fuochi d’artificio e summit sull’AI, la regione sta testando nuovi equilibri tra crescita, controllo e coesione sociale.