Introduzione
Le prime pagine dell’Asia-Pacifico oggi si dispongono lungo tre assi principali: la bocciatura delle tariffe globali di Donald Trump da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti e i suoi effetti sul commercio regionale; l’orientamento finanziario di Hong Kong tra mercati azionari, impulso sull’oro e gestione post-crisi abitativa; e una trama di sicurezza che collega il negoziato nucleare con l’Iran alle sensibilità interne australiane sul rimpatrio delle cosiddette “ISIS brides”. The Hindu - sia nell’edizione International, il quotidiano indiano di riferimento per l’estero, sia in quella di Delhi - e il Mainichi Shimbun, storico giornale giapponese, danno grande risalto al verdetto americano, mentre The Straits Times, il principale quotidiano di Singapore, lo rilancia tra i richiami globali.

A Hong Kong, la scena Ăš divisa tra resilienza e cautela: il South China Morning Post, autorevole testata della cittĂ , racconta un “misto avvio” di Borsa e oro nel nuovo anno lunare e anticipa un’offerta di riacquisto piĂč generosa per i proprietari colpiti dal rogo di Tai Po; China Daily (Hong Kong), la testata in lingua inglese vicina al punto di vista di Pechino, enfatizza invece l’ottimismo istituzionale e il progetto di hub internazionale del metallo giallo. Intanto, Arab News, quotidiano saudita in inglese, sposta lo sguardo verso il Golfo, parlando di bozza di accordo nucleare “pronta in giorni”, mentre The Australian, principale quotidiano nazionale, ripropone il tema sensibile della sicurezza e dei rimpatri dalla Siria.

Le tariffe USA sotto la lente asiatica

The Hindu (International) apre con la decisione 6-3 con cui la Corte Suprema USA ha invalidato i dazi globali “reciproci” imposti dal presidente Trump sotto una legge d’emergenza, sottolineando che la potestà su tasse e tariffe spetta “molto chiaramente” al Congresso. L’edizione di Delhi di The Hindu riprende lo stesso taglio, con cronologia e ricadute legali, ricordando come le imprese cerchino rimborsi per oltre 133 miliardi di dollari versati. Il Mainichi Shimbun mette in evidenza l’impatto potenziale sul commercio internazionale della decisione e parla di “illegittimità” di una parte delle misure, segnando l’interesse giapponese per la stabilità delle regole. The Straits Times, che in prima punta soprattutto temi domestici, rilancia comunque il verdetto tra i richiami mondiali, segno che Singapore legge la vicenda in chiave di prevedibilità dei flussi commerciali regionali.

Il tono varia sensibilmente: The Hindu, con il suo consueto taglio istituzionale, incardina la decisione nella separazione dei poteri e nell’impatto per l’India - citata tra i Paesi colpiti dai dazi “reciproci” - e affianca la notizia al rafforzamento di alleanze tecnologiche come il nuovo ingresso di Delhi nel gruppo Pax Silica per le catene di fornitura di elettronica e minerali critici. Il Mainichi Shimbun privilegia la dimensione di previsione economica e riflesso globale, senza addentrarsi in contenziosi aziendali; The Straits Times segnala il tema come bussola per un’economia aperta, coerente con l’immagine di hub commerciale. Ne emerge una convergenza sul fatto che il verdetto riduce incertezza regolatoria, ma con accenti nazionali: per l’India un tassello di strategia industriale, per il Giappone una questione di governance del commercio, per Singapore un punto di contesto per i mercati.

Hong Kong tra Borsa, oro e ricostruzione sociale

Sul fronte di Hong Kong, il South China Morning Post fotografa una ripartenza disallineata: l’Hang Seng chiude in calo dell’1,1%, mentre l’oro locale avanza dello 0,6%, con il presidente della Hong Kong Gold Exchange che annuncia una collaborazione con AGTech per una piattaforma internazionale di negoziazione e clearing dei metalli preziosi. La stessa testata segue con attenzione il dossier residenziale: per i proprietari di Wang Fuk Court colpiti dal rogo di Tai Po, fonti governative indicano offerte di acquisizione tra 8.000 e 10.000 HK$ al piede quadrato, superiori alle stime preliminari, con possibili formule “flat-for-flat” per ridurre la pressione sui flussi di cassa pubblici. China Daily (Hong Kong) pone l’accento sulle riforme infrastrutturali di mercato, i forti flussi IPO e la visione di un hub regionale per le riserve d’oro, con target di stoccaggio e una rete logistica e di clearing dedicata.

Il contrasto narrativo ù netto: il South China Morning Post adotta un realismo di ciclo - “misto avvio” dei listini, consumi cauti, uscite record dei residenti per il Capodanno lunare - e intreccia la finanza con il welfare abitativo post-incendio. China Daily (Hong Kong) esprime fiducia di lungo periodo, cita file di società in attesa di quotarsi e dettaglia lo sviluppo del gold clearing, in scia a un orientamento strategico di sistema. In controluce, la pagina nazionale di China Daily aggiunge un tassello di soft power tecnologico: l’AI che moltiplica la circolazione globale dei micro-drammi e l’eco del boom di robot umanoidi post-Chunwan parlano di un ecosistema cinese proiettato sulla produttività digitale. Letture differenti, ma convergenti sull’idea di Hong Kong come snodo - finanziario e simbolico - tra mercati, innovazione e resilienza sociale.

Medio Oriente e sicurezza: echi regionali

Arab News dedica l’apertura internazionale al negoziato nucleare: per Teheran, una bozza di accordo con gli USA sarà pronta “in giorni”, mentre continua il rafforzamento militare statunitense con una seconda portaerei diretta in area. Lo stesso quotidiano racconta anche le restrizioni d’accesso ad Al-Aqsa per il primo venerdì di Ramadan e il clima di lutto che attraversa i territori palestinesi. Qui il frame ù duplice: diplomazia accelerata sul dossier nucleare e, insieme, gestione securitaria delle ricadute sul terreno. Sul versante indiano, The Hindu (International) segnala la presenza di un diplomatico di Delhi come osservatore al Board of Peace per Gaza a Washington, ribadendo il sostegno a “uno Stato di Palestina sovrano e vitale sui confini del 1967”.

The Australian riporta invece un capitolo interno ma con forti implicazioni esterne: il braccio di ferro sui rimpatri di 34 donne e bambini legati all’ISIS dal campo di al-Roj in Siria, con le autorità curde che parlano di un’email del governo federale definendo i nuclei “terroristi” e non graditi al rientro, mentre pubblicamente Canberra negava supporto logistico. È una narrazione di frizioni diplomatiche e responsabilità politiche, che l’editoriale della testata inquadra come deficit di piano nazionale di sicurezza. Messo a confronto con Arab News - che insiste su “lo sto valutando” attribuito a Trump rispetto a un’eventuale azione militare contro l’Iran - emerge come la regione si percepisca sospesa tra deterrenza, trattativa e gestione dei flussi umanitari e giudiziari connessi al jihadismo.

Conclusione
Nel complesso, le prime pagine di oggi mostrano un’Asia-Pacifico attenta alla prevedibilità del quadro globale (la sentenza USA sui dazi), concentrata su snodi finanziari e sociali locali (Hong Kong tra oro, Borsa e casa), e consapevole che le faglie mediorientali riverberano su politica interna e posture esterne (da Riad a Canberra, passando per New Delhi). The Hindu, Mainichi Shimbun e The Straits Times leggono lo stesso verdetto con lenti diverse ma convergenti sulla certezza del diritto; il South China Morning Post e China Daily (Hong Kong) offrono due registri complementari sulla traiettoria della piazza; Arab News e The Australian ricordano che sicurezza e diplomazia restano intrecciate. È un ecosistema mediatico che, nelle differenze, restituisce le priorità di un’area in cui commercio, finanza e sicurezza sono facce della stessa partita.