Introduzione
Le prime pagine europee si concentrano su tre filoni principali: l’onda lunga delle rivelazioni su Jeffrey Epstein e i loro riflessi politici; il riposizionamento della sicurezza europea con l’Austria al centro del dibattito sulla neutralità e la leva; e il ritorno del meteo estremo che mette alla prova infrastrutture e coesione sociale. In Regno Unito e area nordica prevale l’angolo politico del caso Epstein; a Vienna il confronto sulla difesa incornicia la fase più delicata della coalizione; tra Irlanda, Danimarca e penisola iberica è il maltempo a dominare.
Il Guardian, storico quotidiano britannico, apre con nuove pressioni su Downing Street per un’operazione di raccolta di dossier su giornalisti, sullo sfondo delle perquisizioni legate a Peter Mandelson e ai suoi rapporti con Epstein. Il tema torna sulla Neue Zürcher Zeitung, quotidiano svizzero di riferimento, che parla di indagini in Regno Unito e Norvegia, mentre Der Standard, autorevole quotidiano austriaco, dedica il titolo principale alla fitta rete di potere attorno a Epstein. In parallelo, Die Presse, quotidiano conservatore austriaco, e lo stesso Der Standard proiettano l’attenzione sul futuro della sicurezza europea, con il cancelliere Stocker che invoca un Paese più attivo “sul terreno della neutralità”. Sul fronte meteo, Irish Independent, principale quotidiano irlandese, avverte di nuove alluvioni mentre Politiken, principale quotidiano danese progressista, registra la “vortice polare” e Euronews (edizione francese) annuncia l’arrivo della tempesta Marta su Spagna e Portogallo.
L’eco europea del caso Epstein
Il Guardian porta in prima il tassello più incandescente: un ministro Labour avrebbe commissionato nel 2023 un rapporto su cronisti scomodi, mentre la polizia perquisisce proprietà legate a Mandelson, già travolto da legami con Epstein. Der Standard amplia il quadro con un approfondimento sul “network dei ricchi e potenti”, alimentato da milioni di pagine di nuove carte. La Neue Zürcher Zeitung collega le rivelazioni a indagini concrete: in Gran Bretagna si verifica se Mandelson abbia passato informazioni sensibili; in Norvegia si indaga su possibili benefici illeciti legati all’ex premier Thorbjørn Jagland. E in Scandinavia, Svenska Dagbladet, quotidiano svedese, segnala che la fiducia nella monarchia scende, complice la polemica sulla lunga frequentazione della principessa Mette-Marit con Epstein: “la crisi può diventare peggiore”.
Le differenze di tono sono nette. Il Guardian adotta una chiave domestica e investigativa, puntando sulle implicazioni per il governo Starmer e per l’etica nel rapporto tra politica e media. Der Standard e la Neue Zürcher Zeitung si muovono in chiave transnazionale, mettendo a fuoco il meccanismo di cooptazione di élite e i riverberi istituzionali. Svenska Dagbladet legge il caso con lenti culturali e reputazionali, toccando la tenuta delle istituzioni monarchiche nordiche. Persino Hürriyet, principale quotidiano turco, riprende il tema sottolineando l’onda d’urto “in Europa”, a conferma di una storia che, pur nata negli Stati Uniti, interroga la classe dirigente del continente su accountability, conflitti d’interesse e trasparenza.
Sicurezza e neutralità: l’Austria e l’orizzonte europeo
In Austria, il baricentro dell’attenzione si sposta sulla difesa. Die Presse descrive “il tentativo di una svolta”: l’ÖVP spinge per una consultazione sulla leva più lunga, mentre il fondo del giornale ammonisce i partner di coalizione a ritrovare unità e metodo dopo una stagione di “colpi di testa”. Der Standard rilancia con un’intervista al cancelliere Christian Stocker: il Paese, “sul terreno della neutralità”, deve però diventare parte attiva di una sicurezza europea più autonoma, con investimenti comuni in cloud, satelliti e industria della difesa. Il fil rouge è chiaro: riformare la leva senza paralisi, e al tempo stesso inserire Vienna in un’architettura europea meno dipendente dall’esterno.
Il contesto continentale non è silenzioso: Le Figaro, storico quotidiano francese, affianca alla politica di sicurezza la dimensione strategica economica, con un alert sulla “perdita di sovranità alimentare” e, sul versante industriale, il tonfo in borsa di Stellantis legato alla transizione elettrica. È una cornice che parla anche di resilienza produttiva, cruciale in tempi di tensioni geopolitiche. Dall’Est, l’edizione inglese di Euronews segnala l’inasprimento di toni tra Washington e Varsavia per le critiche del presidente della Sejm a un’ipotetica candidatura al Nobel per Trump: un episodio minore, ma indicativo delle sensibilità transatlantiche in una fase in cui l’Europa, come osserva Der Standard, ambisce a “più indipendenza” in difesa e dati. Nel frattempo, Hürriyet registra segnali di distensione tra Ankara e Atene alla vigilia della visita di Mitsotakis, un promemoria che la sicurezza europea passa anche dal Mediterraneo orientale.
Meteo estremo e Nord geopolitico
Tra le notizie più tangibili per i cittadini ci sono quelle del meteo. Irish Independent avverte che, dopo giorni di piogge torrenziali e coste flagellate dalle onde, l’Irlanda resta in allerta per nuove precipitazioni e rischi di esondazioni, mentre le comunità colpite chiedono sollievo più rapido dagli iter burocratici. Politiken fotografa la neve e i disagi danesi, collegandoli a un “vortice polare” che potrebbe prolungare il freddo. Sull’Atlantico, Euronews (edizione francese) riporta che la tempesta Marta, dopo Kristin e Leonardo, si prepara a colpire Spagna e Portogallo: evacuazioni preventive per 11.000 persone, centinaia di strade chiuse, ferrovie interrotte e bacini vicini alla soglia. La cornice è quella di un’Europa che fa i conti con eventi più intensi e ravvicinati.
Il Nord non è solo meteorologia. L’edizione tedesca di Euronews mette in risalto l’apertura di consolati di Canada e Francia a Nuuk, in Groenlandia, con Parigi primo Paese Ue ad aprire una sede nel territorio autonomo danese. Un segnale simbolico ma chiaro di attenzione all’Artico, regione cruciale per rotte, risorse e clima, dove la presenza politica si traduce in voce nei dossier strategici. In Svizzera, Le Temps preferisce celebrare l’apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina, una pausa di respiro continentale che però rimanda all’Italia non solo come Paese ospite, ma anche come territorio toccato dal maltempo invernale, come ricordano Politiken ed Euronews. Sul versante tedesco, Bild alterna sport, cronaca nera e un’allerta influenza: altra declinazione della parola “resilienza”, tra servizi sanitari e informazione pubblica.
Conclusione
L’Europa che emerge oggi dai giornali è impegnata su tre fronti intrecciati: chiedere conto alle élite alla luce delle rivelazioni su Epstein; definire una sicurezza più autonoma, come mostra il dibattito austriaco; rafforzare la capacità di risposta a un meteo sempre più severo, con lo sguardo lungo verso l’Artico. Il Guardian, Der Standard, Neue Zürcher Zeitung e Svenska Dagbladet indicano che la trasparenza non è più rinviabile; Die Presse e Le Figaro ricordano che sovranità significa anche risorse, industria e coesione politica; Irish Independent, Politiken e le varie edizioni di Euronews segnalano che l’emergenza climatica è ormai cronaca quotidiana. Una costellazione di priorità che, viste dall’Italia, richiama la necessità di tenere insieme etica pubblica, sicurezza comune e adattamento climatico, senza perdere la bussola del progetto europeo.