Introduzione

Le prime pagine europee oggi si concentrano su tre filoni: la crisi di fiducia legata a scandali e responsabilitĂ  delle Ă©lite, le frizioni su migrazioni e welfare, e il duello tra spettacolo e contestazione attorno alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. The Guardian, storico quotidiano britannico, apre sulla battaglia di Keir Starmer per riprendere il controllo del partito dopo le dimissioni del capo di gabinetto Morgan McSweeney, travolto dalla bufera sulla nomina di Peter Mandelson a ambasciatore negli Stati Uniti e i suoi legami con Jeffrey Epstein. In Francia, LibĂ©ration, quotidiano di sinistra di riferimento, titola secco “LA CHUTE” per la caduta di Jack Lang dall’Institut du monde arabe, anch’essa sullo sfondo del caso Epstein.

Accanto al tema della responsabilità politica, migranti e confini tornano centrali. Die Welt, autorevole testata tedesca, mette in pagina l’impennata delle cause contro i dinieghi d’asilo, mentre The Guardian rilancia il dibattito interno ai laburisti accusando il governo di “pulling up the drawbridge” sui minori rifugiati. Sullo sfondo, l’Europa si interroga sulla propria autonomia strategica: Svenska Dagbladet, importante quotidiano svedese, chiede se il continente sia abbastanza unito per cavarsela senza gli Stati Uniti. Intanto, Euronews, network paneuropeo, racconta proteste e tensioni a Milano, dove l’apertura dei Giochi non spegne le critiche sull’impatto ambientale ed economico delle Olimpiadi.

Scandali e accountability: dal Regno Unito alla Francia, passando per la Polonia

The Guardian fa del caso McSweeney-Mandelson un test di leadership per Starmer: il premier Ăš descritto come impegnato a “arginare la rabbia” dei parlamentari dopo giorni di pressioni, con alleati che sperano che le dimissioni del suo stratega plachino le tensioni, senza perĂČ dissipare il nodo politico legato a Epstein. L’Irish Independent, principale quotidiano irlandese, riprende la stessa traiettoria (“Starmer under pressure after McSweeney quits”), segno che lo scandalo viaggia oltre Manica e si intreccia con la narrazione irlandese sulla figura di McSweeney, nato a Cork. In Francia, LibĂ©ration mette a tutta pagina la caduta di Jack Lang, “LA CHUTE”, sottolineando come le rivelazioni sui legami personali e finanziari con Epstein abbiano reso ineludibile l’uscita dall’Institut du monde arabe.

In parallelo, Gazeta Wyborcza, il maggiore quotidiano liberal polacco, porta in prima il mandato d’arresto per l’ex ministro della Giustizia Zbigniew Ziobro. È un’altra storia di accountability: tra i capi d’accusa si citano la gestione del Fondo di Giustizia e l’uso del software Pegasus, con prospettiva di Mandato d’Arresto Europeo. Il contrasto Ăš netto: mentre The Guardian e LibĂ©ration mettono sotto i riflettori l’etica delle Ă©lite culturali e politiche in rapporto a Epstein, Gazeta Wyborcza mostra la giustizia che si muove contro un ex potente, evidenziando il peso del diritto nel ridefinire l’agenda politica.

Migrazioni, welfare e identitĂ : numeri, tribunali e simboli

Die Welt apre con i dati del Deutscher Richterbund: i ricorsi contro i dinieghi d’asilo sono aumentati fortemente, nonostante la flessione delle domande. L’analisi punta sulle scelte del BAMF, piĂč rigorose nel respingere richieste, con l’effetto di spostare la pressione sui tribunali. Nello stesso registro di politiche restrittive, The Guardian mette il focus sulle critiche a Shabana Mahmood per la stretta sui ricongiungimenti dei minori, richiamando la formula “pulling up the drawbridge” che condensa il cambio di postura dei laburisti al governo.

Ma la discussione sui confini si allarga a welfare e integrazione. Politiken, prestigioso quotidiano danese, denuncia una crescita del contrasto alle frodi nelle prestazioni sociali, con i “detektiver” municipali che recuperano centinaia di milioni: ù una fotografia di rigore amministrativo che parla al sentimento dell’opinione pubblica. Der Standard, storica testata austriaca, racconta l’avvio della fase di informazione sul futuro divieto di velo fino ai 14 anni, tassello simbolico di una politica identitaria che entrerà in vigore nel 2026/27. E in Spagna, il regionale navarro Diario de Noticias porta in prima la crescita di Vox in Aragón e la flessione di PP e PSOE, segnalando come il tema migratorio e l’ordine pubblico alimentino la destra in ambiti subnazionali.

Olimpiadi: tra festa, ambiente e cronaca nera dello sport

Euronews, in edizioni inglese, francese e tedesca, dedica ampio spazio alle manifestazioni a Milano: slogan come “ICE out” e denunce di Giochi “non sostenibili” sul piano ambientale ed economico accompagnano il racconto di una cerimonia d’apertura spettacolare ma fischiata in alcuni passaggi (dalla squadra israeliana alla comparsa sul maxi-schermo del vicepresidente USA J.D. Vance). Le ricadute politiche locali sono chiare: si criticano il governo Meloni e il sindaco Beppe Sala, mentre i manifestanti sottolineano l’uso di denaro pubblico in un contesto di bisogni sociali percepiti come prioritari. Le Temps, autorevole quotidiano svizzero, aggiunge un tassello umano con il “lungo cammino” dei grandi ustionati di Crans-Montana, collegando sport e memoria collettiva.

Sul fronte strettamente sportivo, l’Europa fa i conti con il caso Lindsey Vonn. Der Standard apre con il dramma della fuoriclasse americana, portata via in elicottero dopo la caduta a Cortina; Die Presse, tra i principali quotidiani austriaci, ribadisce l’immagine di “sogno in frantumi” e ricorda l’exploit degli snowboarder austriaci. De Standaard, testata di riferimento in Belgio, titola sul “dramma” che spegne il sogno olimpico di Vonn, mentre Bild, il popolarissimo tabloid tedesco, amplifica l’impatto emotivo del “Vonn-Drama”. A nord, Aftenposten, il maggiore quotidiano norvegese, celebra nel fondo il trionfo di Johannes Hþsflot Klébo, a dimostrazione di come i Giochi restino, nonostante tutto, un terreno di orgoglio nazionale.

Geopolitica e ansie europee sullo sfondo

Svenska Dagbladet pone la domanda di sistema: “È l’Europa abbastanza unita per farcela senza gli USA?”. Il tema riecheggia nei timori di molte redazioni: Politiken, nel suo editoriale, evoca una possibile frammentazione del mondo in aree d’influenza; Der Standard ospita un j’accuse verso il trumpismo, mentre Bild segnala la frase di Viktor OrbĂĄn che definisce l’Ucraina “nemico dell’Ungheria”, enfatizzando le fratture interne all’UE. La Neue ZĂŒrcher Zeitung, prestigioso quotidiano svizzero, guarda oltre l’Europa con la vittoria di Sanae Takaichi in Giappone, ma nel richiamo alla leadership e alle alleanze si intravede lo stesso interrogativo: come si muovono le democrazie in un mondo piĂč teso.

Conclusione

Dalle dimissioni eccellenti alle pressioni sui tribunali, dalle piazze che contestano i costi dei mega-eventi all’orgoglio sportivo, la mappa odierna della stampa europea evidenzia tre prioritĂ : fiducia nelle istituzioni, gestione delle frontiere (fisiche e sociali) e sostenibilitĂ  della spesa pubblica. The Guardian, LibĂ©ration, Die Welt ed Euronews offrono angolature diverse ma convergenti su questi nodi. La presenza di testate come Gazeta Wyborcza, Politiken, Der Standard e De Standaard mostra che le risposte sono nazionali e spesso divergenti, ma i dilemmi sono condivisi. È in questa tensione - tra coesione e differenza - che l’Europa sta ridefinendo la propria agenda.