Introduzione
Le prime pagine europee convergono oggi su tre assi: la ridefinizione del rapporto transatlantico dopo i messaggi lanciati alla Conferenza di Sicurezza di Monaco, lâansia per la sicurezza e la polarizzazione politica in Francia, e lâonda lunga delle âEpstein Filesâ che investe lâestablishment in piĂč Paesi. Der Standard, quotidiano austriaco indipendente, la Neue ZĂŒrcher Zeitung, storico giornale svizzero, e Die Presse, autorevole quotidiano di Vienna, dedicano ampio spazio al richiamo del cancelliere tedesco Friedrich Merz a una ânuova forzaâ europea e a un partenariato con gli Stati Uniti su basi aggiornate. Euronews, canale paneuropeo, rilancia il messaggio di Emmanuel Macron su una deterrenza nucleare âolisticaâ e sullâesigenza di ridisegnare lâarchitettura di sicurezza europea.
Sul versante francese, Le Figaro, storico quotidiano conservatore, mette in vetrina la discesa in campo per il 2027 di Bruno Retailleau, affiancandola alle cronache di violenza politica a Lione e alla missione spaziale di Sophie Adenot; mentre Euronews in francese e tedesco apre sul tentato attacco allâArc de Triomphe, rapidamente definito un episodio di matrice terroristica. In controluce, The Guardian, quotidiano britannico, titola sulla decisione dellâAlta corte che giudica illegittimo il bando di âPalestine Actionâ, spostando lâasse verso i diritti civili. Infine, Der Standard, Svenska Dagbladet, quotidiano svedese, e Gazeta Wyborcza, principale quotidiano liberale polacco, mostrano come i nuovi documenti su Jeffrey Epstein scuotano, con accenti differenti, Ă©lite politiche e culturali.
Monaco e la bussola strategica europea
Der Standard parla esplicitamente di unâEuropa alla ricerca di un rapporto piĂč âsicuro di sĂ©â con Washington: non rottura, ma un riequilibrio dopo gli strappi degli ultimi anni e le intemperanze della politica statunitense. La Neue ZĂŒrcher Zeitung raccoglie lâappello di Friedrich Merz a âdifendere con decisioneâ la libertĂ europea in un mondo segnato dalla realpolitik di Russia, Cina e Stati Uniti, registrando anche il suo avvertimento su una âcrescente fratturaâ con Washington. Die Presse, nel suo editoriale, invita a evitare illusioni: lâEuropa deve rafforzare davvero la propria capacitĂ di difesa, ma âTrump o non Trumpâ ha comunque bisogno del partner americano. Sul fronte francese, Euronews rilancia la linea di Emmanuel Macron: ripensare in autonomia lâarchitettura di sicurezza, includendo una deterrenza nucleare concepita in modo piĂč ampio e coordinato.
Le sfumature nazionali sono marcate. Nella lettura di Der Standard, la parola chiave Ăš un partenariato âsu un piano di paritĂ â, riflesso anche nel resoconto di Die Presse sulla necessitĂ di unâEuropa piĂč coesa e capace. La NZZ, con taglio pragmatico elvetico, mette in guardia contro la dipendenza psicologica dallâombrello americano, ma registra al tempo stesso lâurgenza di ricucire la relazione transatlantica. A nord-ovest, la NRC olandese annota che Merz a Monaco conclude che lâEuropa ânon puĂČ fare a meno degli USAâ, sintetizzando il dilemma: autonomia strategica sĂŹ, ma senza scambiare lâautoaffermazione per autarchia.
Francia tra allarme sicurezza e campagna lunga
Le Figaro apre sullâiniziativa di Bruno Retailleau, leader dei RĂ©publicains, che anticipa i tempi della corsa allâEliseo: un segnale di vitalitĂ a destra, accompagnato perĂČ da pagine di cronaca tese, come lâaggressione a Lione attribuita ad âantifasâ e il focus internazionale sui Palestinesi di Hebron. Euronews in francese dĂ invece prioritĂ allâepisodio dellâArc de Triomphe: un uomo armato di coltello, giĂ noto alle autoritĂ , Ăš stato neutralizzato; il Parquet antiterrorismo ha preso in mano lâinchiesta e il ministro dellâInterno ha lodato il sangue freddo dei gendarmi. In parallelo, LibĂ©ration, testata progressista francese, dedica la copertina al rapporto Macron-Rachida Dati (âJe tâaide, moi non plusâ), ritratto come unâalleanza esplosiva sullo sfondo delle municipali parigine e del dibattito sul voto agli stranieri.
Il contrasto di tono Ăš evidente: Le Figaro offre una cornice di law & order e di consolidamento a destra, mentre LibĂ©ration problematizza le strategie del presidente e le convergenze controintuitive con lâex ministra, alludendo a faglie interne al macronismo e alla destra repubblicana. Euronews mantiene un registro informativo istituzionale sullâattacco, che Macron ha definito âminaccia terroristicaâ. Dallâaltra sponda della Manica, The Guardian sposta il focus sui diritti, raccontando come lâAlta corte abbia bollato come sproporzionato il bando di âPalestine Actionâ: un promemoria che il tema sicurezza-protesta resta incandescente e che gli equilibri tra ordine pubblico e libertĂ cambiano a seconda dei contesti nazionali.
Epstein Files, lâonda lunga in Europa
Der Standard dedica un ampio pezzo alle âEpstein Filesâ, ricostruendo una âdeprimente listaâ di legami che attraversa politica, cultura e affari: da figure come Woody Allen o Noam Chomsky fino a ex capi di Stato, membri di case reali e tycoon tecnologici, con scambi privati dal tono greve. Svenska Dagbladet sintetizza lâeffetto domino: âmaktelit pĂ„ fallâ, un crollo della classe dirigente globale in Paesi diversi via via che emergono nuovi nomi nelle carte. Gazeta Wyborcza mette âEPSTEINâ in prima con la domanda tagliente âStrÄczyciel czy agentâ e un collage di nomi potenti (Trump, Clinton, Gates, Bannon, Deripaska, Barak, Maxwell, Thiel, Äurkin), segnalando il doppio registro morale e politico della vicenda.
La lettura austriaca di Der Standard punta sul lavoro documentale e sul carattere sistemico delle connessioni, con lâeco di una cultura pop contaminata dal potere. Lo Svenska Dagbladet privilegia lâimpatto istituzionale e reputazionale, indicando come in âland efter landâ la caduta sia ormai un fatto pubblico, non solo di costume. Gazeta Wyborcza aggiunge una chiave investigativa, lambendo lâipotesi che la rete avesse riverberi di intelligence: unâangolatura che riflette la tradizione polacca di inchieste politiche ad ampio raggio. Colpisce, in controluce, lâassenza del tema dalle vetrine principali di quotidiani come The Guardian o Le Figaro oggi: una scelta che segnala agende domestiche concorrenti e la difficoltĂ di tenere insieme scandali transnazionali e urgenze nazionali.
Conclusione
La mappa dâoggi racconta unâEuropa che cerca una postura di autonomia responsabile in sicurezza, senza recidere il legame con Washington; che in Francia vive lâintreccio tra allarme terrorismo, violenza politica e pre-campagna presidenziale; e che osserva, con sguardi diversi, lo scoperchiarsi delle Ă©lite nelle âEpstein Filesâ. Sullo sfondo, Le Temps, principale quotidiano svizzero in francese, segnala un ritorno di Ginevra come luogo di negoziato su Ucraina-Russia-USA; Politiken, storico quotidiano danese, svela un clamoroso errore fiscale a danno di proprietari di casa; HĂŒrriyet, popolare quotidiano turco, descrive la stretta severa contro i âpiratiâ del traffico; lâIrish Independent insiste sul braccio di ferro tra Ryan Tubridy e la RTĂ; e lo Svenska Dagbladet registra la virata di Stoccolma verso una politica migratoria tra le piĂč restrittive dellâUE. Agende diverse, ma un filo comune: istituzioni sotto pressione, opinioni pubbliche in cerca di protezione, e la necessitĂ di una narrativa europea capace di tenere insieme sicurezza, diritti e responsabilitĂ delle classi dirigenti.