Introduzione

Le prime pagine europee convergono oggi su tre assi tematici: l’escalation tariffaria statunitense dopo il pronunciamento della Corte Suprema, le tensioni politiche e di piazza in Francia con riflessi continentali, e un’Europa del Nord che ridisegna la propria postura di sicurezza. La NZZ am Sonntag, domenicale della Neue Zürcher Zeitung, apre con l’illegalità dei dazi di Trump e le possibili ripercussioni per la Svizzera e l’economia globale, mentre Euronews (edizione francese) enfatizza l’aumento immediato della sovrattassa mondiale dal 10% al 15%. Sul terreno della sicurezza, Politiken, autorevole quotidiano danese, propone un’intervista strategica al presidente finlandese Alexander Stubb sui rapporti con Washington e la crisi groenlandese, e Svenska Dagbladet, storico quotidiano svedese, documenta la prima missione Nato svedese in Islanda.

Il fronte interno europeo è agitato dalle conseguenze dell’omicidio del giovane attivista di estrema destra a Lione: Euronews (inglese) e Euronews (tedesco) raccontano un corteo teso, tra indagini su saluti nazisti e timori per scontri organizzati. In controluce, Aftenposten, la principale testata norvegese, richiama all’equilibrio istituzionale negli Stati Uniti (“Trump non è re”), mentre la stampa regionale come Diario de Noticias in Navarra resta concentrata su cronache locali e sociali, segnalando le differenti priorità nazionali in un’Europa che prova a tenere insieme commercio, sicurezza e coesione civile.

Dazi USA e fratture transatlantiche

La NZZ am Sonntag inquadra la vicenda dei dazi statunitensi con piglio analitico: la testata svizzera sottolinea come le tariffe di Trump siano state giudicate illegali e si interroga su che cosa questo significhi per la Svizzera e per la catena del valore globale. Euronews (francese) aggiunge un tassello chiave: nonostante il verdetto (6-3) della Corte Suprema, il presidente annuncia l’incremento della sovrattassa globale dal 10% al 15% con effetto immediato, rivendicando la possibilità di usare altre basi legali. Aftenposten, in un commento dal titolo eloquente, ricorda i limiti costituzionali dell’esecutivo negli USA, rimarcando che l’autorità tariffaria non è senza contrappesi. Hürriyet, popolare quotidiano turco, sceglie invece un registro più polemico, titolando che Trump “si arrabbia con la Corte e mette nuove tasse”, e indicando l’avvio rapido delle nuove aliquote.

Queste differenze rivelano priorità e pubblici di riferimento: la NZZ am Sonntag guarda alla prevedibilità giuridica e agli impatti su un’economia piccola ma iper-integrata; Euronews (francese) soppesa gli strumenti legali ancora disponibili a Washington, mentre Aftenposten legge la dinamica come monito istituzionale. Hürriyet, dal suo angolo regionale, sottolinea il carattere muscolare della decisione e l’aumento dal 10% al 15%, mentre Euronews (inglese) contestualizza il clima più ampio: il discorso di Marco Rubio a Monaco non è un “ramoscello d’ulivo”, ma un momento di calma prima della prossima tempesta transatlantica. Ne emerge un’Europa attenta a regole e procedure, ma consapevole che la volatilità politica americana resta un rischio di primo piano.

Lione e oltre: l’eco europea dell’estremismo

Euronews (inglese) pone Lione al centro, con circa 3.200 partecipanti a un corteo in ricordo dell’attivista ucciso e l’appello del presidente Emmanuel Macron alla calma: “Nella Repubblica nessuna violenza è legittima”. L’edizione tedesca, Euronews (tedesco), insiste sul lato più cupo: “Hitlergrüße” e parole d’ordine dell’estrema destra, con indagini aperte e la notizia della presenza di attivisti identitari anche dall’estero. Il racconto multilingue della stessa testata evidenzia così differenze editoriali: l’inglese privilegia il quadro d’ordine pubblico e la risposta istituzionale, il tedesco fotografa il radicamento transnazionale dei gruppi e i simboli estremisti.

Il fenomeno non appare isolato. Svenska Dagbladet, con un allarme che guarda a casa propria, dà voce al timore di una “nuova ondata di violenza” se non si arginano per tempo i club attivisti della destra radicale nelle periferie di Stoccolma. La diversità di attenzione è netta: mentre le edizioni di Euronews fanno del caso di Lione un prisma paneuropeo, Diario de Noticias in Navarra predilige il registro locale — dalla cronaca nera di un femminicidio alle passioni calcistiche — segnalando come l’eco francese non penetri ovunque con la stessa intensità. Il risultato è un mosaico dove la sicurezza interna assume forme nazionali specifiche, ma richiama in filigrana la questione della resilienza democratica in più Paesi.

Difesa, artico e autonomia industriale

Politiken offre uno sguardo strategico sul legame transatlantico attraverso l’intervista al presidente finlandese Alexander Stubb, interlocutore privilegiato di Washington e voce ascoltata nel dossier artico. La testata danese sottolinea l’avvertimento a non “buttare il bambino con l’acqua sporca” nel rapporto con gli Stati Uniti, pur ricordando le tensioni su sovranità e integrità territoriale emerse con la cosiddetta crisi groenlandese e il lavoro di de-escalation attorno a Davos. Sul versante operativo, Svenska Dagbladet racconta la prima missione Nato svedese in Islanda con i Jas Gripen a tutela dello spazio aereo artico, segnando il cambio di passo di Stoccolma nel quadro atlantico.

La dimensione industriale e tecnologica si intreccia a quella operativa. Euronews (francese) registra la difesa di Emmanuel Macron del progetto FCAS, con l’idea di un solo caccia europeo comune, mentre Berlino e Airbus si mostrano aperti a una soluzione a due velivoli. Euronews (inglese) riporta la lettura prudente dell’intervento del segretario di Stato Marco Rubio: l’aria a Monaco è da “calma prima della tempesta”, segnale che l’Europa vuole presidiare la propria capacità militare e industriale senza farsi cogliere scoperta. Aftenposten, con la finestra mediorientale su nuove immagini dall’Iran che “si prepara alla guerra”, aggiunge un ulteriore contesto di minacce che spinge i Paesi europei a coordinare deterrenza, alleanze e autonomia tecnologica.

Conclusione

Il quadro che emerge oggi è quello di un continente vigile su tre priorità: le regole del commercio globale in un contesto americano incerto; la tenuta dell’ordine democratico davanti a estremismi che dialogano oltre confine; e un’agenda di sicurezza che dalla Groenlandia all’Islanda, fino all’industria della difesa, reclama coerenza e investimenti. Sullo sfondo, altre preoccupazioni rivelano sensibilità nazionali: la NZZ am Sonntag dedica spazio anche ai rischi per l’agroalimentare svizzero, Politiken firma un editoriale severo sul “volto vero” dei social network, Diario de Noticias dà voce a docenti preoccupati per la dipendenza digitale dei giovani. È un’Europa che, pur non parlando sempre all’unisono, cerca punti fermi tra Stato di diritto, coesione interna e autonomia strategica.